Tutti insieme contro il bullismo alla scuola Randi: campioni dello sport, dirigenti e studenti

E’ approdato a Ravenna, prima tappa nazionale (la prossima sarà a Trento), “#Accendiamoilrispetto”, il progetto etico lanciato dalla Top Volley Cisterna, società di SuperLega maschile, e giunto al quinto anno consecutivo, che porta nelle scuole italiane l’attenzione e la sensibilizzazione su tematiche delicate e molto attuali come la lotta al bullismo e al cyberbullismo ma anche i valori del rispetto delle regole e dell’ambiente, attraverso un uso consapevole dell’energia.

Il progetto, inizialmente promosso nelle scuole territoriali e regionali del Lazio, ha ben presto allargato i suoi confini e in questi anni ha coinvolto oltre 10mila studenti e, di volta in volta, gli altri club di SuperLega e di Serie A, con la stessa immutata formula: il giorno prima c’è l’incontro di campionato tra la Top Volley e la squadra che la ospita e poi il giorno dopo tutti e due i club si recano in una scuola cittadina per sensibilizzare gli studenti su questo tema.

Ed è accaduto così anche qui a Ravenna, dove la Top Volley Cisterna, con il contributo organizzativo della Porto Robur Costa e la collaborazione della Pro Loco di Marina di Ravenna, ha portato il progetto all’interno della Scuola primaria Vincenzo Randi. Che ha risposto portando oltre 230 studenti delle classi Prime della Scuola Secondaria di Primo Grado e delle classi quinte della Scuola Primaria, con i loro insegnanti, insieme al preside Mirco Banzola e la vicepreside Paola Presicce, la collaboratrice del preside Elena Argelli e la referente di istituto su bullismo e cyberbullismo Maria Motta.

Per la Porto Robur Costa erano presenti il dirigente responsabile dell’area comunicazione Paolo Badiali, coach Marco Bonitta, il capitano Davide Saitta e lo schiacciatore Thijs Ter Horst. La Top Volley era rappresentata dal capitano Daniele Sottile e dal responsabile della comunicazione nonché del progetto, Giuseppe Baratta.

Presente anche personale in divisa della Polizia di Stato della Questura di Ravenna, divisione Anticrimine, rappresentato dal vice-ispettore Anna Rita Andraghetti e dal sovrintendente Stefano Guidi: dalla quarta edizione, infatti, il progetto #Accendiamoilrispetto nelle scuole ha il patrocinio della Polizia di Stato. I due agenti hanno spiegato ai ragazzi quali sono i “rischi concreti che si annidano nella rete e le responsabilità nelle quali si incorre, senza dimenticare che tutto ciò che viene messo nel web resta tracciato fino al pericolo di non sapere come vengono condivisi e usati i dati sensibili”. E hanno ricordato che “il cyberbullismo è un reato e che, quando di è su internet, pensate bene a come gestire i propri dati personali perché non si sa mai in quali mani vanno a finire”.

Presenti anche l’assessore allo sport del Comune di Ravenna, Roberto Fagnani, che ha sottolineato “l’importanza della pratica sportiva come momento di aggregazione e per promuovere messaggi positivi“, e Andrea Montecalvo e Federica Mantovani di AbbVie, l’azienda biofarmaceutica globale che accompagna e sostiene il progetto, e che mette a disposizione gli esperti durante gli incontri nelle scuole.

“In 5 anni abbiamo visitato tante realtà e tante scuole – ha ricordato Montecalvo – ma oggi ho trovato un pubblico di ragazzi molto attenti, rapiti dalle immagini e dai messaggi che sono passati. Dai loro interventi e dalle risposte alle domande che gli abbiamo fatto abbiamo capito che porteranno a casa messaggi corretti. I risultati in questi anni sono stati incredibili: abbiamo incontrato 10mila studenti in giro per l’Italia e spesso abbiamo visto grande attenzione su queste tematiche. I ragazzi devono imparare a stare un po’ più nella vita reale e vivere quella virtuale con intelligenza”.

Davide Saitta, alzatore e capitano della Consar Ravenna, ha portato la sua esperienza di fresco papà, preoccupato di far crescere sua figlia “in un ambiente sano, dove non possa mai sentirsi minacciata. E’ importante sensibilizzare i bambini e i ragazzi di oggi perché sono cresciuti in questa epoca in cui il cellulare è una parte del corpo e non si rendono conto di alcune importanti conseguenze”.

Marco Bonitta e Daniele Sottile hanno portato la loro testimonianza di genitori che si confrontano quotidianamente con figli che vivono in piena era tecnologica. “Io ho visto bullizzare e ho denunciato”, ha rivelato Sottile. “Credo sia molto importante continuare a dare importanza al gioco negli spazi aperti, a fare sport, a ritrovare l’aggregazione, a uscire dalle proprie stanze in cui ci si isola sulla rete”, ha stimolato Bonitta.