Hanno accolto l’invito di Gesù Cristo (“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro” Matteo 11, 28, frase che dava il titolo alla 28^ Giornata Mondiale del Malato), le persone sofferenti presenti in Cattedrale a Ravenna martedì 11 febbraio per la celebrazione promossa dall’Ufficio per la Pastorale della Salute.

Lo si è visto durante l’offertorio quando Fabio Bazzocchi (malato di Sla), Ornella (soffre di una malattia degenerativa), Monica (ipovedente), Francesca (sofferente per la depressione) ed Elisabetta (affetta da malattia di sensibilità chimica ambientale) hanno portato i doni. Hanno partecipato alla celebrazione insieme ai volontari delle associazioni (Unitalsi, Cvs, Legio Mariae, Movimento apostolico ciechi) che sono al fianco di chi soffre. Durante la liturgia, tanti fedeli hanno ricevuto il sacramento dell’Unzione degli infermi. Nell’omelia l’Arcivescovo ha sottolineato il valore salvifico della sofferenza.

“Ognuno di noi sa che Dio – ha detto monsignor Lorenzo Ghizzoni  –  ci promette un tempo di pienezza, di gioia e lì ci aspetta. Questa certezza ci dona la forza di affrontare meglio ogni forma di sofferenza fisica o psichica”.

C’è anche una sofferenza particolare, quella che “deriva dall’essere cristiani – ha precisato monsignor Ghizzoni – dal voler dare la nostra testimonianza. Cristo stesso ha vissuto questa sofferenza, fino alla morte in croce, per il bene della Chiesa”.