La sede del nuovo centro di cura dei disturbi alimentari inaugurato all'interno dell'ospedale di Ravenna

Sono stati inaugurati giovedì, all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna alcuni locali, situati al primo piano della Scala Azzurra, come studi, ambulatori e sala d’attesa confortevole che l’Ausl Romagna ha destinato come sede per il nuovo centro dei disturbi alimentari.
Per l’ambito territoriale di Ravenna sono stati 147, nell’ultimo anno, i pazienti presi in carico per disturbi del comportamento alimentare, di cui 36 minorenni.

A Ravenna, a partire già dal 1998, è stata portata avanti un’esperienza centrata  sulla multidisciplinarietà clinica. Esperienza fruttuosa, tanto che è stato definito un team multiprofessionale dedicato a questo percorso, sia per minori che per adulti, in ogni ambito territoriale dell’Ausl Romagna, con personale proveniente da Dipartimenti Territoriali e Ospedalieri, e in particolare medico-psichiatra, psicologo-psicoterapeuta, medico-nutrizionista e dietista. Si è poi valutato di individuare una sede unica per il team multidisciplinare, in modo da creare un unico luogo di riferimento, per councelling e prestazioni, per i pazienti.

“La realizzazione di questo spazio unificato in cui prendere in carico tutte le persone con disturbi dell’alimentazione – ha evidenziato il dottor Paolo Tarlazzi, direttore medico del Presidio ospedaliero di Ravenna – è quantomai opportuna e ringrazio l’ufficio tecnico aziendale per l’attività svolta. Anche spazi ben strutturati sono importanti per la presa in carico più efficace possibile”.

“La collaborazione tra tutti i servizi, per la presa in carico dei pazienti con questi disturbi, che sono in crescita, è importante – ha sottolineato la dottoressa Antonella Distani, responsabile dell’Ambulatorio per i disturbi alimentari – e per questo intendo ringraziare in modo particolare la Pediatria e la Gastroenterologia. L’importanza di questo nostro progetto è la valorizzazione della rete dei servizi: un modello che trova riscontro in Emilia Romagna e in poche altre realtà e che a livello nazionale viene preso come riferimento. Questo approccio inclusivo ricomprende anche i medici di famiglia ed il volontariato. E grazie ad esso possiamo dare risposte a tutti i livelli: dall’ambulatoriale, al day hospital al ricovero con un posto letto entro 48 ore. Su un percorso di questo tipo il percorso di umanizzazione, attraverso la mostra, è a sua volta molto importante”.

“Un’alimentazione sana e corretta, importante per tutti, per i pazienti diventa fondamentale. Purtroppo tra i degenti vi è una incidenza anche superiore al 30% di alimentazione non corretta e insufficiente – ha fatto notare la dottoressa Lorella Bordandini, direttore del servizio Dietetica clinica – e questo porta ad un aumento della durata della malattia e della sua intensità. Ciò si verifica in particolare in oncologia e lungodegenza. E’ dunque importante effettuate un adattamento dei pasti per questi pazienti, e quindi una riabilitazione psiconutrizionale, con benefici sull’intero iter sanitario”.

La nuova sede si porta dietro alcuni risultati significativi, racchiusi nella testimonianza di una donna, Brunella Monti, mamma di una ragazza malata di anoressia. “Nel reparto ho trovato accoglienza, professionalità, competenza e persone appassionate al loro lavoro. Quello dei nostri figli è un disagio forte – ha detto la donna che è anche portavoce dei genitori dell’associazione Sulle ali delle menti – e che dura anni. I nostri ragazzi, capaci e molto intelligenti, ma incastrati in questo disturbo, se aiutati subito possono riprendersi la loro vita, che è il nostro futuro. Da questa malattia si guarisce. Nostra figlia è guarita“.

“Siamo in un’epoca di sviluppo sociale selvaggio, all’interno del quale – è poi intervenuto Valerio Cellini, presidente di Porte Aperte – anche le abitudini alimentari sono state stravolte e in negativo. E’ dunque fondamentale dare la massima attenzione, anche secondo le linee guida della Regione Emilia Romagna, a questi aspetti”.

Gianandrea Baroncini, assessore Comune di Ravenna. “Questo progetto è importante per migliorare i servizi osservando la società attorno a noi. E anche lavorare sugli spazi è importante – ha concluso Gianandrea Baroncini, assessore comunale – per migliorare i servizi. Questa nostra società è molto basata sull’immagine per cui si rischia, anche a causa del triste fenomeno del ciberbullismo, che i nostri ragazzi ne restino vittime. La presa in carico che si fa in questo reparto è molto importante da questo punto di vista. E voglio fare un appello, a non utilizzare internet per farsi autodiagnosi, né su questo né in nessun altro campo della salute”.

L’inaugurazione del nuovo centro è stata accompagnata anche dall’apertura di una mostra fotografica dal titolo “la spesa – Non siamo quello che mangiamo” grazie alla generosità della fotocronista Oriente Marzotto Plazzi: una rassegna di fotografie, fedeli e di impatto, arricchite da didascalie della stessa autrice, proprio sul rapporto tra disturbi alimentari e cibo, e mirate a sensibilizzare su questi aspetti talvolta sottovalutati. “Il rapporto tra il cibo e la cura del proprio corpo è molto importante. Ho voluto, con queste immagini, alcune anche forti, evidenziare questo rapporto in un’ottica e con l’obiettivo di dare speranza”, ha detto l’ideatrice e curatrice della mostra, che resterà in ospedale fino al 3 aprile, visibile tutti i giorni dalle 8.30 alle 17.30.