Papa Francesco

La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo”. È il triplice imperativo del Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha ricordato che “nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore”. Per l’inizio del cammino quaresimale, che comincia oggi e che tra quaranta giorni ci porterà a celebrare la Pasqua, il Papa ha invitato i fedeli a chiedersi “cosa significa spiritualmente il deserto, per tutti noi, anche noi che viviamo in città”.

Il tempo di Quaresima, ha affermato il Papa, “È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal diavolo, nel deserto”, ha ricordato Francesco. “Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore”. “Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola”.

A proposito della pratica del digiuno, il pontefice ha affermato che “Digiunare non è soltanto dimagrire: digiunare è andare proprio all’essenziale. È cercare la bellezza di una vita più semplice”. “Gesù al diavolo che lo tentava rispose: ‘Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio’”. “Come il pane, più del pane ci occorre la Parola di Dio, ci serve pregare”, l’invito del Papa a proposito delle pratiche quaresimali: “Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. “Proviamo di nuovo a pensare a un deserto”, l’invito ai 12mila in piazza: “Il deserto è il luogo dell’essenziale. Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale”.

Nell’ultima parte della catechesi, il Papa si è soffermato sul deserto come “luogo della solitudine”. “Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati!”, l’appello: “Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto”. “Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole”, ha spiegato Francesco: “Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale”.

Al termine dell’udienza, il pontefice ha affermato: “Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza ai malati del Coronavirus e agli operatori sanitari che li curano, come pure alle autorità civili e a tutti coloro che si stanno impegnando per assistere i pazienti e fermare il contagio”.

Salutando poi i fedeli di lingua araba, il Papa si è rivolto in particolare, a braccio, ad un gruppo di fedeli iracheni. “Vi dico che vi sono molto vicino. Voi siete un campo di battaglia, soffrite una guerra, da un lato e dall’altro. Prego per voi e per il vostro Paese, il quale era in programma che visitassi quest’anno”.