Giuseppe Spimpolo ieri sera in Seminario
Giuseppe Spimpolo ieri sera in Seminario

Perchè sposarsi? Perchè fare una promessa per sempre? Qual è il “di più” che porta con sé quella promessa? Ha cercato di rispondere a queste (e a tante altre) domande Giuseppe Spimpolo, filosofo, scrittore, insegnante di religione ed educatore dell’istituto per l’educazione alla sessualità e alla fertilità (Iner) della diocesi di Verona, venerdì sera a “Rosso San Valentino”, la serata organizzata dall’Ufficio di Pastorale Famigliare, dalla Pastorale Giovanile e Vocazionale e dall’Azione Cattolica per finanziati in cammino verso il matrimonio in Seminario.

A partire dalla sua esperienza personale di marito e di padre di 4 figli ma anche di consulente familiare ed educatore, ha spiegato che “il matrimonio si basa con al centro la ‘libertà affettiva/sessuale’ e che le crisi sono ‘opportunità straordinarie per rimettersi in gioco’. La crisi segnala che la vita coniugale non può più essere vissuta come abbiamo fatto finora”.

Si parte dai dettagli, aggiunge Spimpolo: “Dare per scontato le cose paralizza la vita coniugale. Non c’è gesto nella vita di matrimonio che non possa essere un segnale di cura o il suo contrario”. Complicato, insomma, ma perché ha senso sposarsi allora? “Nella mia vita quotidiana mi rendo conto spesso che mia moglie avrebbe bisogno di un marito migliore e che i miei figli avrebbero bisogno di un babbo migliore. Esattamente per questo mi son sposato: ho bisogno di Qualcuno che mi aiuti a migliorare, che mi educhi ad amare come ama Lui. In chi convive vedo spesso la convinzione di chi credo di poter bastare a sé stesso”.

Naturalmente, conclude Spimpolo, è un percorso: nel quale “avere amici che vivono bene il matrimonio, aiuta parecchio”. Un concetto poi ripreso dall’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, che nel suo saluto ha detto alle tante coppie e di fidanzati che hanno riempito il Seminario: “Una delle cose più difficili nel matrimonio è la vita di appartamento: vi auguro di vivere quest’avventura, accompagnati. Vi auguro di conservare la continuità di questa esperienza, con coppie che vivano il matrimonio cristiano, per condivider con loro un po’ di futuro.