Mons. Verucchi all'omelia dei funerali di Matteucci
Mons. Verucchi all'omelia dei funerali di Matteucci

Dopo il bagno di folla di piazza del Popolo, Fabrizio Matteucci (l’ex sindaco di Ravenna scomparso domenica all’età di 63 anni) è stato circondato dall’affetto della sua parrocchia e di tanti altri che hanno voluto essere presenti e hanno partecipato (da tanti sindaci della Regione, ai collaboratori e dipendenti del Comune: c’erano dirigenti ed ex dirigenti comunali, a partire dal sindaco Michele de Pascale) ai funerali che si sono svolti oggi pomeriggio a San Pier Damiano. A celebrarli, monsignor Giuseppe Verucchi, che fu arcivescovo di Ravenna-Cervia quando Matteucci svolgeva il suo mandato da sindaco e una decina di sacerdoti.

In apertura è stato letto un messaggio dell’Arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, a Roma per impegni istituzionali: “ Il rapporto cordiale e amichevole ci ha permesso numerosi scambi personali sui problemi della città e della gente del nostro territorio – scrive l’Arcivescovo Ghizzoni –. E mi è sembrato che abbia lavorato davvero per Ravenna con impegno, passione, con la fatica di cercare soluzioni e fare proposte che fossero a favore di tutta la comunità.

Commozione palpabile, non solo da parte di amici e parenti ma anche di buona parte dell’assemblea, a partire dai giovani della parrocchia che durante la preghiera dei fedeli hanno affidato la vedova Simona, che è stata animatrice di un gruppo di adolescenti, al Signore: “Ti chiediamo – ha detto una ragazza – di circondare Simona dell’amore incondizionato che lei ci ha donato per anni”. E, sempre durante la preghiera dei fedeli è stato ricordato l’impegno di Matteucci per avviare l’iniziativa “Insieme per la pace dialogando”, di collaborazione e incontro tra cristiani e musulmani in città.

Ma anche il celebrante, monsignor Verucchi era visibilmente commosso: “Fabrizio è più qui, ma è più vivo che mai, perché è entrato in quella vita, quella vera, che non finirà mai – ha detto durante l’omelia –. Il regalo più bello che possiamo fargli è pregare per la purificazione della sua anima”.

E poi, ha voluto condividere un ricordo personale di Matteucci: “E’ venuto a trovarmi un po’ prima di essere eletto – ricorda –. Fin da subito abbiamo capito che l’obiettivo di entrambi era il bene della città. Le strade per raggiungerlo erano diverse, ma convergevano. Si può essere distanti nelle idee ma quando hai un obiettivo comune, si trovano le vie. E su quella strada abbiamo cercato di camminare, dialogando”.

Qual è il problema più grosso di Ravenna? “La mancanza di fede”, secondo monsignor Verucchi. “La conflittualità tra le persone”, per Matteucci. Ma la terapia, conclude l’arcivescovo emerito, era la stessa: “amare gli altri come lui ci ama”. Una strada che aveva intrapreso anche pubblicamente l’ex sindaco, quando in occasione della Messa per il cinquantesimo di sacerdozio del vescovo Verucchi, ha annunciato l’inizio di un percorso di fede. “In quel momento – ha ricordato Verucchi – mi scesero le lacrime dagli occhi. Aveva iniziato un cammino verso il Paradiso. E oggi è qui. Affidiamo al Signore questo momento di incontro. E i suoi famigliari”.