Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città
Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città

“Sale e luce”: in questo brano, il Vangelo ci dice che già lo siamo, non dobbiamo diventarlo. “Siamo costituiti tali da Gesù per gli altri – scrive Edo Assirelli, diacono permanente, nel commento al Vangelo che ha scritto per Risveglio Duemila questa settimana -: sempre al servizio ma se la luce si spegne e il sale perde il sapore, non servono più a nulla”. Il tema è allora come restare sale e luce per gli altri. Questa la domanda centrale del commento che vi proponiamo qui sotto.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5.13-16) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.

Al tempo di Gesù, in ogni casa non potevano mancare tre cose: un po’ di farina, un orcio d’olio e il sale con cui si salavano gli alimenti per conservarli; restare senza sale era come rimanere senza speranza. Così anche la luce, nel tempo di Gesù, era veramente necessaria per lavorare e vivere, infatti, non c’era quella artificiale. Nel nostro tempo, ognuno cerca di dare senso e valore alla propria esistenza come può, in base a ciò che ha capito della vita e alle scelte che ha compiuto. Gesù ci dice che ciò che dà sapore alla vita è vivere nello spirito delle beatitudini che sono il suo ritratto. Noi siamo sale e luce, non dobbiamo diventarlo. Siamo costituiti tali da Gesù per gli altri, sempre al servizio, ma se la luce si spegne e il sale perde il sapore, non servono a nulla. Fine del Vangelo e della vita del credente. Non c’è bisogno di fare grandi discorsi, si è sale, luce e basta. Il sale diventa sale quando si dà. È questo l’atteggiamento del cristiano: darsi; insaporire la vita degli altri col messaggio del Vangelo.

Come possiamo rimanere sale e luce oggi? Attraverso la preghiera riusciamo ad avere l’energia necessaria ad illuminare le nostre opere; una preghiera che sgorga dal nostro cuore, preghiera di lode, di adorazione e di ringraziamento. Frequentando la Parola, costruendo comunità, sostenuti dai segni della presenza del Signore che sono i sacramenti. Pertanto, la missione di noi cristiani nella società è quella di dare sapore alla vita con la fede, la testimonianza e l’amore che Cristo ci ha donato, e nello stesso tempo di tenere lontano l’egoismo, l’invidia, la maldicenza, l’immobilismo.

Siamo sale e luce quando costruiamo quotidiane trame di relazioni buone, costruiamo ponti nel dialogo, nella pazienza, nel perdono, nel riconoscimento della dignità di ogni persona. Siamo sale e luce quando davanti al disorientamento dei giovani, alla corruzione che minaccia molti ambienti, alle crisi delle istituzioni, non perdiamo tempo a dire di chi è la colpa, ma ci rimbocchiamo le maniche, sentendo che la questione ci riguarda perché riguarda la casa comune e ci chiediamo cosa possiamo fare. Siamo sale e luce quando viviamo nella giustizia, senza compromessi, senza pigrizia, senza cedimenti. Coerenti senza diventare fanatici, misericordiosi, non intransigenti, ed evitare di giudicare e di vivere schiavi del giudizio altrui. Siamo sale luce quando purifichiamo il linguaggio sempre più violento, apriamo il cuore alla compassione verso chi ha fame di pane, di attenzione, di giustizia, saziamo chi è afflitto nel cuore dedicandogli tempo e ascolto. Solo guardando a Gesù e lasciando che il suo amore trasformi la nostra umanità, possiamo dare sapore, indicare una strada. È il Signore a rendere la nostra vita bella, felice e piena!

Diacono Edo Assirelli