“I giovani sono migranti per definizione perchè la loro identità è sempre altrove, in cammino verso quello che vorranno diventare”. Si parlerà di migranti venerdì 21 febbraio, in Seminario (piazza Duomo 4) alle ore 20, alla seconda “puntata” del Bar-Abbà, l’appuntamento di approfondimento di tematiche d’attualità organizzato dalla Pastorale Giovanile e Vocazionale con padre Luca Vitali, della comunità missionaria di Villaregia. (Qui il video di presentazione di questa realtà).

E, per iniziare a spiegarci per quale ragione in realtà “Siamo tutti migranti” (il titolo della serata, con un punto interrogativo finale), parte appunto dalla sua esperienza di vita in comunità: “Siamo 4 sacerdoti e 6 famiglie e accogliamo sette ragazzi stranieri – racconta a Risveglio Duemila –: nel nostro essere missionari (in Africa, ma non solo) ci facciamo migranti perché in ogni poso in cui vado, ci sarà un popolo che mi accoglierà. Proprio per questo sono chiamato a restituire quello che ricevo”.

Anche i giovani sono “migranti” per natura, ragiona: “Non c’è nessuno al mondo che possa capire la vita di un migrante più di un giovane, per questo la Chiesa deve seguirli sulla via dell’accoglienza”. Ma non tutti i giovani sembrano così accoglienti verso i migranti… “Devono fare i conti con le loro paure. Il migrante ti sbatte addosso la sua identità, che è quella di chi non sa dove va e non è semplice. Chi è straniero a sè stesso o chi ha paura degli altri, di un legame, magari con chi ti vuole bene, fa fatica. Ma le paure vanno affrontate e fanno crescere”.

E la Chiesa in tutto questo cosa può fare? “Può incoraggiare gli incontri e testimoniare l’accoglienza. No, forse prima dovrebbe anche accogliere tutti, a partire dai giovani”.