Una delle conferenze stampa giornaliere in Regione
Una delle conferenze stampa giornaliere in Regione

7 casi in più in provincia di Ravenna e 206 in più in Emilia-Romagna. Si aggiorna con queste cifre il bilancio complessivo dei casi di positività al Coronavirus, mentre i campioni refertati superano quota 6.000, attestandosi a 6640.

A Ravenna, sono ora 31 i casi accertati: dei 7 nuovi casi, 5 sono uomini e due le donne, una delle quali, una 45enne, è ricoverata in ospedale, mentre l’altra (una 81enne), così come i 5 uomini, è seguita a domicilio in quanto privi di sintomi o con sintomi lievi. 
Per tre di questi casi sono stati accertati contatti con aree fuori regione a seguito delle quali, verosimilmente, si è verificata l’esposizione al virus, mentre per gli altri casi sono al vaglio contatti con casi già noti. Proseguono le indagini epidemiologiche che hanno individuato i contatti stretti di questi pazienti per i quali sono state predisposte le quarantene come da protocolli clinici”, scrive la Provincia nella consueta nota quotidiana.

In Emilia-Romagna sono, invece, complessivamente 1.739 i casi di positività al Coronavirus. Ci sono 718 persone in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; 104 persone ricoverate in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri), e 38 quelle guarite. Da notare, purtroppo, l’elevato numero dei decessi: 27 (4 nella provincia di Rimini) nelle ultime 24 ore, che portano il totale a 113.

Punti triage e strutture sanitarie. La situazione è confermata rispetto a ieri: le ultime novità riguardavano il potenziamento dei triage di Mirandola e Vignola (MO) con l’installazione di due ulteriori tende, in aggiunta alle roulotte prima utilizzate, a loro volta dedicate alla funzione di punto informativo. Complessivamente, dunque, sono 17 i punti triage, così distribuiti3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo nel Frignano e Modena città, dove la tenda è davanti alla sede del 118, a supporto degli operatori); 1 nella città metropolitana di Bologna (Imola); 1 in provincia di Ferrara (Cento, Ospedale Santissima Annunziata); 1 nella Repubblica di San Marino

‘Insieme si può: l’Emilia-Romagna contro il Coronavirus’: un conto corrente per le donazioni. Di fronte ai tanti che hanno chiesto di fare donazioni, la Regione ha deciso già da oggi di mettere a disposizione di chiunque voglia dare un contributo per la gestione dell’emergenza sanitaria il conto corrente della Protezione civile regionale dell’Emilia-Romagna (Iban: IT69G0200802435000104428964). Le donazioni si possono fare anche dall’estero, utilizzando il codice BIC SWIFT: UNCRITM1BA2. Con la causale di versamento ‘Insieme si può: l’Emilia-Romagna contro il Coronavirus’. Anche in questa circostanza, come è stato fatto per la ricostruzione post sisma, ogni euro raccolto e il suo utilizzo verranno resocontati pubblicamente.

Carceri e strutture penitenziarie. Si sta smontando il modulo per filtrare gli accessi installato davanti al carcere della Dozza (Bologna); nei prossimi giorni saranno valutate nuove soluzioni.
Quanto alle esigenze segnalate da carceri e strutture penitenziarie, è in corso di allestimento una tenda davanti al carcere di Piacenza, che si va ad aggiungere a quelle già attive davanti alle carceri di Ferrara, Forlì, Rimini, Ravenna e Parma, e alla casa circondariale di Castelfranco Emilia (Mo).
Infine, è presente un gazebo nel cortile davanti al Tribunale dei Minori di Bologna, in via del Pratello, per offrire riparo a parenti, avvocati e persone in attesa di accedere all’edificio.

Volontariato. Il nucleo di volontari più numeroso che risulta oggi in attività è quello del coordinamento di Piacenza (14 unità), in parte impegnati nei lavori in corso davanti al carcere. A ieri, le giornate di volontari erano 776, svolte in attività di logistica, senza alcun coinvolgimento sanitario.