Nell'eredità culturale di Saturno Carnoli anche la pubblicazione di diversi libri

Lutto nel mondo della cultura ravennate: è morto ieri sera, all’ospedale di Lugo dove era ricoverato da qualche giorno, Saturno Carnoli, per tutti ‘Nino’, 79 anni, grafico, prolifico scrittore, storico profondo conoscitore delle cose della città e del mosaico antico e contemporaneo. Tra le altre opere aveva scritto insieme a Guido Pasi “Il Nero e il Rosso” e insieme a Paolo Cavassini “Nero Ravenna“. Ed era stato tra i fautori della riscoperta del patrimonio musivo del Salone dei Mosaici di piazza Kennedy.

“Nino era una miniera vivente di suggerimenti e progetti di pubblica utilità, di provocazioni culturali spaesanti – scrive di lui Ivan Simonini, presidente delle Edizioni del Girasole, che sta per dare alle stampe l’ultimo libro di Carnoli, “Andavamo al caffè” – come quando propose al Sindaco di portare nel bel centro di Piazza Kennedy il Grande Ferro di Alberto Burri che è al Pala De André, un modo geniale di richiamare l’attenzione della città su una scultura alla città pressoché sconosciuta, nonostante sia il suo più prestigioso monumento di arte moderna”.

“Del percorso di Nino Carnoli ricordiamo tra l’altro l’esperienza come uno dei docenti di punta, sul versante della grafica, dello straordinario centro professionale Albe Steiner. E l’amore per il mosaico – è il ricordo di Elsa Signorino, assessore alla cultura del Comune di Ravenna ; Carnoli è stato infatti un appassionato difensore della tradizione musiva ravennate e al contempo uno sperimentatore. Questa sua poliedricità lo ha portato ad essere un intellettuale molto presente nella vita culturale ravennate, vigile, sempre pronto a difendere energicamente le posizioni nelle quali credeva. La sua voce incalzante ci mancherà”.

Con Saturno Carnoli scompare “una personalità di spicco nel panorama culturale ravennate, non scompare solo un intellettuale eclettico – scrive di lui Eugenio Fusignani, segretario provinciale del Pri Ravenna – ma una risorsa che avrebbe contribuito da par suo a sostenere le celebrazioni del VII centenario Dantesco. Con lui viene a mancare un intellettuale fuori dagli schemi, una voce fuori dal coro che ha fatto bene a Ravenna e che avrebbe continuato ancora a farlo”.

Saturno lascia la compagna Elisabetta e la figlia Marianna.