Il porto di Ravenna
Il porto di Ravenna

“Da oggi il protocollo per la sicurezza dei lavoratori del porto è esteso a tutte le maestranze a qualsiasi titolo attive nell’ambito portuale”. Lo annuncia il sindaco Michele de Pascale, che spiega: “Già da qualche mese, prima dell’emergenza Covid, stavamo lavorando con i Sindacati e le associazioni delle imprese per un’estensione del protocollo di sicurezza del porto non solo al lavoro portuale ma a tutte le categorie e gli ambiti del porto. Non si era ancora arrivati alla sottoscrizione perché erano in corso di definizione alcuni aspetti tecnici ed economici”.

Così nella giornata di ieri, il sindaco ha riunito tutte le parti sociali. “Il confronto è stato serrato e molto proficuo – ammette de Pascale – e alla fine dell’incontro ho proposto di arrivare in poche ore alla firma del protocollo. Tutte hanno accettato questo mio invito e per questo ringrazio di cuore i Sindacati e le associazioni delle imprese e le istituzioni coinvolte, che hanno confermato l’attenzione a questo tema e la coesione necessaria ad affrontare questa sfida. Da oggi avremo maggiori e ulteriori risorse per le attività dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito, che si occuperanno della sicurezza in tutti i meandri della vita del porto, in tutte le imprese a prescindere dalla loro dimensione e anche in riferimento a tutti gli ambiti portuali e anche a quello  dell’autotrasporto”.

Accanto a questo, ci sarà anche “un tavolo operativo azionabile sia da parte dei sindacati che da parte delle imprese in qualunque momento per poter affrontare – con il supporto della Capitaneria di porto, della Ausl, dell’Autorità di sistema portuale per i loro ambiti di competenza- tutte le questioni specifiche laddove si verificassero problemi o anche solo incomprensioni”.

La sollecitazione del sindaco è nata anche dopo che nei giorni scorsi il primo cittadino aveva appreso “con preoccupazione delle tensioni che si stavano sviluppando nel lavoro portuale, ben rappresentate dalle Organizzazioni Sindacali. Tutti i lavoratori che operano nel comparto, sia quelli portuali che quelli dell’indotto, dell’autotrasporto, delle operazioni di facchinaggio e dei servizi, già sono abituati a lavorare in un contesto di stress che merita particolare attenzione. È più che evidente che l’emergenza Covid desta nei lavoratori del porto e anche nelle imprese ulteriori preoccupazioni rispetto alle problematiche legate alla salute e anche alla tenuta economica di un comparto così strategico”.

Il nostro porto è uno dei porti che a livello nazionale ha uno dei ruoli più significativi sul versante agroalimentare – sottolinea de Pascale – ed è una infrastruttura strategica. Per tutti questi motivi e in primis per la sicurezza dei lavoratori l’estensione e l’ampliamento del protocollo sulla sicurezza erano imprescindibili”.