Papa Francesco

Per la prima volta in quasi sette anni di pontificato, oggi papa Francesco ha tenuto l’udienza generale non in piazza San Pietro o in Aula Paolo VI, ma in diretta streaming dalla Biblioteca del Palazzo apostolico vaticano e senza maxischermi per evitare rischi di diffusione del Covid-19 dovuti ad assembramenti, in coordinamento con i provvedimenti varati dalle autorità italiane. Il pontefice ha incentrato la catechesi dell’udienza sulla quarta Beatitudine contenuta nel Vangelo di Matteo: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati”.  

 “Ma cosa significa avere fame e sete di giustizia?”, si è chiesto il Papa: “Non stiamo certo parlando di coloro che vogliono vendetta, anzi, nella beatitudine precedente abbiamo parlato di mitezza. Certamente le ingiustizie feriscono l’umanità; la società umana ha urgenza di equità, di verità e di giustizia sociale; ricordiamo che il male subito dalle donne e dagli uomini del mondo giunge fino al cuore di Dio Padre”

“La fame e la sete della giustizia di cui ci parla il Signore è ancora più profonda del legittimo bisogno di giustizia umana che ogni uomo porta nel suo cuore”, ha spiegato il Papa. “Nelle Scritture troviamo espressa una sete più profonda di quella fisica, che è un desiderio posto alla radice del nostro essere”, ha proseguito Francesco citando il “discorso della montagna”, il Salmo 63 e Sant’Agostino, che dice: “Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non trova pace finché non riposa in te”. “C’è una sete interiore, una fame interiore, una inquietudine”, ha aggiunto a braccio.

“È lo Spirito Santo che suscita questa sete: è Lui l’acqua viva che ha plasmato la nostra polvere, è Lui il soffio creatore che le ha dato vita. Per questo la Chiesa è mandata ad annunciare a tutti la Parola di Dio, impregnata di Spirito Santo”. Riferendosi alla giustizia, il pontefice ha aggiunto che “Il Vangelo di Gesù Cristo è la più grande giustizia che si possa offrire al cuore dell’umanità, che ne ha un bisogno vitale, anche se non se ne rende conto”.

“Quando un uomo e una donna si sposano hanno l’intenzione di fare qualcosa di grande e bello, e se conservano viva questa sete troveranno sempre la strada per andare avanti, in mezzo ai problemi, con l’aiuto della Grazia”, ha spiegato: “Anche i giovani hanno questa fame, e non la devono perdere!”. “Ogni persona è chiamata a riscoprire cosa conta veramente, di cosa ha veramente bisogno, cosa fa vivere bene e, nello stesso tempo, cosa sia secondario, e di cosa si possa tranquillamente fare a meno”, l’appello: “Gesù annuncia questa beatitudine – fame e sete di giustizia  – è una sete che non sarà delusa; una sete che, se assecondata, sarà saziata e andrà sempre a buon fine, perché corrisponde al cuore stesso di Dio, al suo Santo Spirito che è amore”,

Al termine dell’udienza generale il Papa si è rivolto a tutti coloro che soffrono a causa dell’attuale emergenza sanitaria. “Vorrei rivolgermi a tutti gli ammalati col virus, che soffrono la malattia e a tanti che soffrono incertezze sulle proprie malattie”, ha esordito Francesco a braccio salutando i fedeli di lingua italiana: “Ringrazio di cuore il personale ausiliare, i medici, gli infermieri, i volontari che in questo momento difficile sono accanto alle persone che soffrono. Ringrazio tutti cristiani, tutti gli uomini e le donne di buona volontà che pregano per questo momento. Tutti uniti, qualsiasi sia la tradizione religiosa a cui appartengono. Grazie di cuore per questo sforzo”.

Poi un ennesimo appello, sempre a braccio, per la Siria: “Non vorrei che questo dolore, questa epidemia tanto forte ci faccia dimenticare i poveri siriani, che stanno soffrendo al limite della Grecia e della Turchia. Un popolo sofferente da anni, devono fuggire dalla guerra, dalla fame e dalle malattie. Non dimentichiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle, i tanti bambini che stanno soffrendo lì”. “Vi incoraggio ad affrontare ogni situazione, anche la più difficile, con fortezza, responsabilità e speranza”, l’augurio collettivo ai fedeli italiani.

Maria Michela Nicolais per Agensir