(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Pregare il Rosario. Quante volte nel corso della vita abbiamo avuto tra le mani una corona. Dalla più semplice alla più preziosa, ricordi di santuari visitati, di pellegrinaggi, o semplicemente di momenti di preghiera personale. Rosari che hanno rischiato di diventare pezzi da collezione, tenuti in bella vista, mostrati ad amici e parenti come trofei. Probabilmente utilizzati senza mai comprendere fino in fondo il valore autentico di questa straordinaria preghiera.

Solo per “grazia” possiamo intravedere il mare di bene che nasce ogni volta che meditiamo, uno dopo l’altro, quei grani più o meno preziosi legati in una catena di amore che “apre le porte del paradiso”. L’Immacolata Concezione insegnava a Bernadette nella grotta di Lourdes che ogni Ave Maria è “come una freccia d’amore nel cuore di Gesù”.

Ieri sera abbiamo recitato il rosario in casa, così come i nostri Vescovi ci avevano chiesto. Un momento di comunione con il Santo Padre. Ci siamo ritrovati davanti alla tv, con mia moglie e i miei figli a sgranare una dopo l’altra le 50 “Ave Maria” pensando al tempo che stiamo vivendo. È stato un momento di grazia, unico e, se vogliamo, non irripetibile! E non eravamo soli. Eravamo un unico corpo con i nostri pastori, con i sacerdoti e i cristiani sparsi in Italia e nel mondo intero. Eravamo insieme a chi ogni giorno si spende e dona la propria vita per salvare altre vite. Eravamo con chi è nella sofferenza, perché malato o perché parente di un malato. Eravamo al fianco di chi ha perduto il proprio caro senza aver avuto la possibilità di salutarlo. Eravamo insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà nel chiedere a Dio tramite Maria di fermare l’avanzata di questo virus.

Non sappiamo come e quando questo virus mollerà la presa, sappiamo però con certezza che quella preghiera profuma davanti all’altare di Dio. Ieri abbiamo seguito la stella, la “stella del mattino”, Colei che precede l’aurora di Gesù, che sempre ci precede e come Madre ci salva. A Lei abbiamo affidato la nostra umanità dolente ben sapendo che non resterà delusa. E allora faccio mia e vostra la preghiera di San Bernardo di Chiaravalle sperando contro ogni speranza, certi che quella litania altro non è che il battito del nostro cuore, del cuore di ogni uomo, che cerca riparo nel cuore di Dio.

“Tu che nell’instabilità continua della vita presente t’accorgi di essere sballottato tra le tempeste
senza punto sicuro dove appoggiarti, tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella
se non vuoi essere travolto dalla bufera.
Se insorgono i venti delle tentazioni e se vai a sbattere contro gli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria!
Se i flutti dell’orgoglio, dell’ambizione, della calunnia e dell’invidia ti spingono di qua e di là,
guarda la stella, invoca Maria!
Se l’ira, l’avarizia, l’edonismo squassano la navicella della tua anima, volgi il pensiero a Maria!
Se turbato per l’enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza,
spaventato al terribile pensiero del giudizio, stai per precipitare nel baratro della tristezza,
e nell’abisso della disperazione, pensa a Maria! Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità,
pensa a Maria, invoca Maria! Maria sia sempre sulla tua bocca e nel tuo cuore.
E per ottenere la sua intercessione, segui i suoi esempi.

Se la segui non ti smarrerai,
se la preghi non perderai la speranza, se pensi a lei non sbaglierai.
Sostenuto da lei non cadrai, difeso da lei non temerai,
con la sua guida non ti stancherai, con la sua benevolenza giungerai a destinazione”.

Non siamo soli. Tutto andrà bene!

Amerigo Vecchierelli (Agensir)