(Foto Ansa)
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Anche l’emozione passa attraverso Skype. Può testimoniarlo Ilda Renzelli, coordinatrice della casa di riposo Pallavicini-Baronio, che, prima in città, ha avviato questa settimana la sperimentazione di mettere a disposizione un collegamento tra gli anziani ospitati e i loro parenti a casa, via skype.

Anche al Baronio, dalla scorsa settimana, i parenti e gli esterni possono entrare a causa delle norme sanitarie anti-contagio da Covid-19. “E questo ha creato un po’ di problemi negli anziani, ovviamente, ma anche nei parenti che qui sono abituati a venire spesso e tanto – racconta Renzelli –. Ed è da qui che ci è venuta l’idea: guardavo i miei figli che usano skype. E ho pensato, la tecnologia esiste, abbiamo il wi-fi. Perchè no?”.

Detto, fatto: dopo aver recuperato qualche dotazione tecnologica, l’esperimento è partito. “Ed è stato da subito un successo – dice Renzelli –:  tantissimi famigliari l’hanno richiesto. Per  nostri ospiti è una finestra sul mondo. Un nonno si è commosso a rivedere i mobili di casa sua. Un’altra nonna non smetteva di ripetere a suo figlio: ‘Ma sei proprio bello!’. È stata un’emozione”. Non solo per gli anziani, sembra di intuire.

D’altra parte, qui le visite dei parenti, almeno per qualcuno, erano “parte integrante” della terapia. “Non abbiamo altra possibilità – spiega Renzelli –: è per la salute dei nostri ospiti. E anche per i parenti è un grande sacrificio ma non ci sono state contestazioni”. 

Niente visite da un giorno all’altro: quali effetti può avere sugli anziani? “Dipende dalle persone – ragiona Renzelli –per i più presenti cognitivamente la visita era un modo per condividere emozioni e restare in contatto con i familiari”. Ma forse ancora più determinante è per chi sta perdendo le capacità cognitive: “Per queste persone la continuità nel vedere un familiare lo fa percepire come figura positiva, lo rassicura mentre con la lontananza può perdere questa memoria. Ma anche per chi ha perso quasi completamente la memoria, la presenza, la voce contribuisce a mantenere una qualche consapevolezza di aver accanto una persona che vuole loro bene”