Concattedrale di Cervia, Santa Maria Assunta

Dispiacere, rammarico per l’impossibilità di celebrare Messa insieme, ma anche grande senso di responsabilità. È l’atteggiamento dei nostri sacerdoti di fronte alle nuove disposizioni diocesane emanate ieri con il decreto del vescovo che impediscono la celebrazione dell’Eucaristia domenica 8 marzo come misura di prevenzione al diffondersi del Coronavirus. Una decisione sofferta ma necessaria, presa in comunione con tutti i vescovi della regione, della Lombardia e del Veneto, su indicazione della Cei, dopo il decreto ministeriale di mercoledì.

E così, una volta appresa la notizia, alcuni parroci hanno voluto spiegare le novità ai loro parrocchiani con alcuni messaggi e vere e proprie “lettere” ai parrocchiani consegnate con il mezzo più veloce e al tempo stesso popolare che aveva a disposizione: la rubrica Facebook della parrocchia o la loro personale.

“Riprenderemo il nostro cammino normale non appena possibile… – scrive don Federico Emaldi, parroco di Pinarella e Tagliata –. Intanto, preghiamo in casa, con i nostri cari, anche per chi affronta direttamente il virus, con tutti gli operatori sanitari che si stanno mettendo a disposizione, e tentiamo di vivere il nostro cammino cristiano fra le mura della nostra casa. Io celebro l’Eucaristia quotidianamente, da solo, portando davanti a Gesù le intenzioni che erano state segnate per questi giorni e per tutta la nostra parrocchia”

“A nessuno di noi era mai capitato di vivere un’emergenza tale da sospendere le Sante Messe festive con la presenza dei fedeli e proprio in un tempo liturgico così significativo, per la nostra fede, come la Quaresima”, scrive sulla pagina della Concattedrale Santa Maria Assunta don Pierre Laurent Cabantuos, arciprete di Cervia. Smessi i panni di un ironico don Camillo che dialoga con il Crocefisso, si rivolge direttamente ai parrocchiani con una lettera: “Come sempre, però, ciò che il Signore permette avviene perché la nostra fede e il nostro amore per Lui crescano e si approfondiscano. Dobbiamo riscoprire che ciò che normalmente abbiamo fra le mani non è scontato averlo, ma è un dono”.

“Io credo – prosegue il sacerdote – che queste misure di sicurezza e di responsabilità possiamo viverle con il medesimo spirito e con la medesima gratitudine. Quest’anno la Quaresima siamo chiamati a viverla ‘dal di dentro’, profondamente, avvertendo il bisogno e il desiderio di partecipare alla Messa, di ricevere la Comunione; forse, con un’attesa che non provavamo più fin dal giorno della nostra Prima Comunione. In fondo, non è, forse, questa la profonda ragione della Quaresima? Riscoprire di cosa abbiamo veramente bisogno; scegliere ‘l’unica cosa di cui c’è bisogno’ (Lc 10,42)?

Sì, questa occasione ci permetterà di ritornare a desiderare ciò che il Signore ci ha sempre regalato; di riscoprire che tutto è dono e non solo la S. Messa, la Comunione, la Chiesa, ma proprio tutto, anche la salute, il lavoro, la libertà di viaggiare, di comperare, di divertirci, di ritrovarsi fra amici… tutto!”.

Infine si torna al Vangelo: “‘Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada, (il 𝐯𝐢𝐫𝐮𝐬 )? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” 

Auguro a tutti noi di vivere bene questo tempo liturgico così fecondo che è la Quaresima; chiedendo alla Madonna del Pino, nostra Madre e Regina che vigili perché non cadiamo nella sterile lamentela, nella rabbia e nella pretesa come tutti, ma perché ci aiuti a vivere cristianamente questa difficile circostanza”