La prima pagina di Risveglio 2000 dopo la tragedia della Mecnavi
La prima pagina di Risveglio 2000 dopo la tragedia della Mecnavi

Sono trascorsi esattamente 35 anni dalla pubblicazione del primo numero di “Risveglio 2000” (questa era la denominazione iniziale della testata), che aveva la data del 6 aprile 1985, in quell’anno era il Venerdì Santo. Un cammino lungo, quello del periodico cattolico della nostra Archidiocesi, condotto sempre guardando con la prospettiva della fede quanto accadeva in diocesi, a Ravenna e nel mondo, e che lo ha condotto sino ad oggi, quando si affrontano le nuove sfide del digitale. Per questo anniversario ci ha scritto un lettore, uno di quelli appassionati, abbonato sin da quel primo numero. Ecco, lettori che ci accompagnano in questo modo sono il regalo più grande.

Carissimo direttore, ricordarmi che il 6 aprile 2020, era la Settimana Santa, Risveglio 2000 compie 35 anni dimostra, ce ne fosse bisogno, quello che questo settimanale ha rappresentato e rappresenta per me. Sicuramente mi ha riportato agli anni della mia gioventù. Quando uscì avevo 24 anni, già da qualche anno ero catechista. Sono sempre stato di “mente aperta”, forse perché nella mia parrocchia aveva sede il Centro missionario diocesano e Risveglio mi aiutava ad aprirmi alla mia diocesi. Mi abbonai subito e da allora non ho mai smesso di leggerlo. Conservo ancora il primo numero, un po’ ingiallito, rovinato, un formato oggi inusuale ma che conservo con cura. In prima pagina l’editoriale di monsignor Ersilio Tonini, colui che lo aveva tanto voluto, così come aveva Ravegnana Radio, esternava la voglia di mettere da parte le fatiche e le preoccupazioni della sua comunità e di cogliere invece il momento particolarmente buono per ripartire.

“Ora io avverto, come per presentimento, che questo scambio di vita comunitaria attraverso i mezzi di comunicazione che la diocesi si è data recentemente le imprimerà un nuovo impulso vitale, cancellerà per sempre la vecchia immagine di ‘Azienda del prete’ che per tanti è servita da pretesto a snobbarla. Se saremo pazienti alla Chiesa di Romagna sarà fatta giustizia, le sarà restituita l’attrattiva delle origini quando fu vista come un prodigio incredibile, tanto si presentò trasparente di fraternità universale a cominciare dai più deboli”. Monsignor Tonini parlava spesso di futuro, sapeva guardare avanti, non per niente diede al giornale un nome che ci portava al terzo millennio, ma soprattutto era aperto alla speranza. “E’ in vista di questa ‘promessa’ comunità ecclesiale, speranza per le prossime generazioni, che la nostra Chiesa ravennate sta cercando di assestarsi, raccogliendo e reimpostando le proprie risorse. Il momento è particolarmente buono, il Signore è all’opera dentro la nostra Chiesa. E’ in questo movimento verso il futuro che Risveglio si inserisce per esserne il riflesso e lo strumento!”. E da allora è stato così. Auguri!! Fabio Zannoni