La distribuzione pacchi viveri al centro d'ascolto, in emergenza sanitaria, si fa fuori, per evitare assembramenti all'interno
La distribuzione pacchi viveri al centro d'ascolto, in emergenza sanitaria, si fa fuori, per evitare assembramenti all'interno

Almeno due o tre persone nuove al giorno si presentano alla porte del centro d’ascolto diocesano della Caritas di piazza Duomo. L’effetto delle (necessarie) norme anti-Covid 19 sull’economia si possono misurare anche da qui: da qualche settimana il cda deve fare fronte a un aumento di richieste di generi alimentari che non si vedeva da tempo.

“Ogni giorno consegnamo una cinquantina di pacchi viveri al giorno – spiega la coordinatrice Daniela Biondi –: sono circa raddoppiati rispetto ai primi mesi del 2020”. Si tratta soprattutto di italiani, osserva la coordinatrice, “legati al mondo del lavoro stagionale: nei ristoranti al mare, ma anche nel giardinaggio oppure persone che vivevano di un lavoro irregolare”.

Sono i cosiddetti “working poors”, persone, pur avendo un reddito, faticano a mantenere sé stessi o la loro famiglia, e che quando questo reddito viene a mancare rischiano di “precipitare” sotto la soglia di povertà. Ma l’aumento, ragiona Biondi, è anche dovuto alla chiusura di tante Caritas parrocchiali dove i volontari storici, spesso over 65, non riescono più a tenere aperto. “Attualmente, le parrocchie che distribuiscono viveri sono San Vittore, il Ss Redentore e Santa Maria del Torrione. Vedremo quanto riusciranno a resistere”.

Più lavoro, quindi, per il centro d’ascolto diocesano, ma meno volontari: perché anche qui gli over 65enni sono stati invitati a restare a casa. “In compenso – racconta Daniela – sono arrivati una ventina di scout un po’ da tutti i gruppi della città e sono una benedizione perché oltre ad aiutarmi con i pacchi vanno a prendere a casa delle persone la spesa che viene donata”. 

Un’iniziativa di solidarietà che è nata spontaneamente nei giorni scorsi: “Le persone hanno iniziato a telefonarci dicendoci che avevano fatto un po’ di spesa per noi. Noi di solito ci riforniamo dal Banco Alimentare ma qualche provvista in più, in questo tempo di crisi, è molto utile”. Di qui l’appello: “Se c’è qualcuno che vuole e può donare soprattutto cibo a lunga conservazione come scatolette, pasta, riso, pesce sott’olio…a noi sarebbe molto utile. E possiamo anche ritirarlo direttamente a casa, grazie ai nostri volontari”. 

Non solo i ragazzi degli scout: anche i tre giovani in Servizio civile che sarebbero esentati dal loro servizio in Caritas (per decisione del Governo), continuano a venire da volontari: “Sospeso il loro servizio civile, hanno iniziato quello morale. Davvero un bel segno di quello che hanno imparato qui”, conclude Daniela.