Uno dei primi kit per gli screening consenati in tutta la regione

E’ partito in Emilia-Romagna lo screening di massa a tutto il personale sociosanitario dell’Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini. Sono circa 30 mila i primi test sierologici consegnati e ieri è iniziata l’attività di screening, con la prima batteria di prelievi, effettuata al personale della sanità pubblica e privata convenzionata e a quello dei servizi socioassistenziali dell’intero territorio regionale. Complessivamente, si parla di circa 100mila persone, di cui oltre 60mila solo nel sistema sanitario regionale pubblico.

La ripartizione dei kit Dei primi 30mila test sierologici consegnati, 7000 sono arrivati all’Ausl Romagna, che ne ha divisi 2000 a Ravenna, 2700 a Rimini, 1300 a Forlì e 1000 a Cesena.
Negli altri territori questa è la ripartizione: a Bologna sono andati 6.860 kit di cui 4.360 all’Azienda sanitaria di Bologna, 2.000 all’ospedale Sant’Orsola e 500 all’Istituto ortopedico Rizzoli.
Ulteriori 840 kitsono stati distribuiti all’Azienda sanitaria di Imola, per un totale di 7.700 test.
All’Azienda sanitaria di Piacenza ne sono arrivati 1.760; all’Azienda sanitaria di Parma 1.520 e all’ospedale di Fidenza Vaio ulteriori 1.760; all’Azienda sanitaria di Reggio Emilia 3.280, all’Azienda sanitaria di Modena ne sono arrivati 3.010, più 1.260 per l’Azienda ospedaliera;a Ferrara 1.400 destinati all’Azienda sanitaria e 1.000 all’ospedale di Cona.

“La sicurezza e la tutela di operatori sanitari e pazienti devono avere la priorità. Soprattutto il personale in prima linea in questa emergenza deve poter lavorare nelle condizioni di massima tutela per sé – spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – e per i pazienti, senza rischiare di essere una fonte di contagio, e questi test costituiscono uno strumento importante, validato dalla comunità scientifica, che abbiamo nella lotta contro il Coronavirus. Siamo, dunque, partiti con un piano col quale testeremo a tappeto tutto il personale sociosanitario della nostra regione, sintomatico e asintomatico, in tempi rapidi. E per garantire questi numeri, abbiamo già ordinato tutta la quantità di test necessari, e anche di più”.

Proprio per garantire la copertura di massa, sono già stati ordinati ulteriori 100mila test, con l’obiettivo di arrivare a 200mila complessivi. Saranno effettuati attraverso un piano e un calendario programmato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute.  I test sierologici permettono di verificare attraverso un prelievo del sangue, in tempi molto rapidi, la presenza e il tipo di anticorpi nell’organismo, e quindi di ottenere informazioni molto importanti, a maggior ragione se relative a personale del comparto sociosanitario: se il paziente è venuto in contatto con il virus, se è o è diventato immune. Chi risulta negativo verrà testato dopo 15 giorni, i positivi saranno sottoposti a un tampone tradizionale per averne conferma.