Eni, nell’ambito delle attività di contrasto della diffusione del Coronavirus, ha avviato una serie di importanti iniziative a supporto delle strutture sanitarie locali dei territori in cui opera.

“Tali attività si aggiungono a quelle già comunicate lo scorso 13 marzo, raggiungendo un impegno complessivo pari a circa 35 milioni di euro” segnala una nota del ‘Cane a sei zampe’ -. La società “fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, si è prontamente attivata per acquistare e importare, anche attraverso l’istituzione di un ponte aereo dedicato con la Cina, equipaggiamenti elettromedicali e dispositivi di protezione individuale (Dpi) da donare alle strutture competenti”: tali approvvigionamenti, assegnati in seguito al confronto con le istituzioni sanitarie locali, comprendono circa 600 ventilatori polmonari, misuratori di saturazione sanguigna portatili, pompe siringa, monitor multiparametrci e letti per terapia intensiva, nonchè ingenti quantità di mascherine chirurgiche e superiori.

In particolare, tra le numerose iniziative messe in atto in tutta Italia, Eni ha fornito il proprio supporto alle AUSL di Ravenna ed Ancona, e al 118 di Ravenna, alla Croce Rossa Italiana di Pesaro, Ancona ed Ortona facendosi carico della fornitura di apparati medici quali respiratori, ventilatori polmonari e monitor defibrillatori. Le forniture sono in corso di progressiva assegnazione.