FOTO D'ARCHIVIO
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l Dpcm emanato il 10 aprile scorso ha ampliato le tipologie di aziende che possono riaprire l’attività. “E’ presumibile che giungeranno al Prefetto ulteriori richieste di deroghe – scrivono i tre sindacati della provincia di Ravenna Cgil, Cisl e Uil – da parte del tessuto produttivo. Sul territorio ravennate già nella fase precedente sono state fatte oltre 1.100 richieste di deroghe”. Alla luce di questo, le tre sigle hanno chiesto “la definizione, per la provincia di Ravenna, di un Patto per la salute, il lavoro e l’economia ravennate, con l’auspicio che le istituzioni e le organizzazioni d’impresa convengano sulla nostra riflessione”. Il nostro territorio “vanta importanti comparti – scrivono i sindacati – tra i quali il porto, la chimica, le aziende dell’automotive, l’agroindustria, la ceramica, la gomma plastica cui si aggiunge il settore turistico, culturale e balneare.

Occorrerà inoltre definire un piano per la mobilità pubblica che tenga conto delle esigenze del distanziamento sociale”. Da qui la proposta di Cgil, Cisl e Uil: “a partire dal 3 maggio, è necessario mettere in campo tutte le tutele sanitarie che permettano di dare continuità alla ripresa economica di tutti i settori. Sono quindi necessari protocolli che mettano in condizione i lavoratori di recarsi in salute sul posto di lavoro e di tornare a casa nella certezza di non essersi ammalati. Occorre ripensare l’organizzazione del lavoro, disporre controlli agli ingressi, sanificare gli ambienti, garantire a tutti i dpi”.