L'incontro tra generazioni l'obiettivo di questo progetto
L'incontro tra generazioni l'obiettivo di questo progetto

E’ noto che in questo momento di emergenza c’è una parte debole e fragile. Sono gli anziani. Lo sono per la loro salute più vulnerabile ma anche per la mancanza di relazioni dovuta all’isolamento di questi giorni. La “reclusione” in casa è particolarmente difficile. Mancano gli abbracci, i sorrisi e un pasto in compagnia di figli e nipoti. Solo la tv fa loro compagnia anche se spesso alimenta solo l’ansia.

E’ da questa situazione che è nato il “Progetto Ruth l’Ac adotta un nonno”. Un progetto semplice ma significativo che si rifà alla storia di questo personaggio biblico che, in un momento particolarmente critico, si prende cura della suocera contro tutte le convenzioni e le regole sociali dell’epoca e che vuole permettere ai ragazzi, che lo desiderano, attraverso l’intermediazione di un tutor, di “adottare” un nonno.

Non potendoci essere una vicinanza fisica, come prescritto dalle norme per limitare il contagio del virus, ai ragazzi viene chiesto semplicemente di ricordarsi del loro nonno adottato con una telefonata giornaliera di qualche minuto. Per chiedersi come va, conoscersi e condividere i racconti di una giornata. Vuole essere un modo per accorciare le distanze e accompagnarsi a vicenda in questo momento difficile. Può inoltre favorire l’incontro tra la saggezza e la fragilità di chi ha più esperienza ma meno energie, con l’entusiasmo e l’impazienza di chi ha grandi aspirazioni ma fatica a vivere l’attesa.

Se poi l’anziano chiederà aiuto per qualcosa di più (un’emergenza, spesa, farmaci), allora i ragazzi inoltreranno la segnalazione e l’aiuto diventerà ancora più concreto. Saranno pochi minuti ma che potranno scaldare il cuore di entrambi e diventare uno scambio reciproco. Questo piccolo segno di vicinanza potrebbe far nascere anche rapporti positivi e duraturi.

La speranza è proprio questa: che alla fine di questa brutta emergenza le due parti che si sono dapprima conosciute e poi sempre più avvicinate si possano incontrare, guardarsi in volto e magari, anche abbracciarsi. Grazie all’aiuto di alcuni parroci in questo progetto verranno coinvolte varie parrocchie della città. Saranno proprio i parroci infatti, che conoscono meglio territorio e abitanti, a segnalare casi di persone sole e desiderose di “incontrare” qualcuno che li faccia sentire più vicini a una società che oggi li isola per il loro bene ma che in realtà li considera un bene per tutti. Fabio Zannoni

Per info: info@acravennacervia.it