4.608,9 milioni di euro: è salito a tanto il valore dell’export della provincia di Ravenna, tra gennaio e dicembre del 2019, proseguendo la performance positiva ed arrivando ad un valore mai raggiunto in passato; in termini relativi, la crescita è stata pari ad un incremento del +4,5%, rispetto all’anno precedente.
E’ questo uno dei dati contenuti nel report annuale stilato dalla Camera di Commercio di Ravenna, che evidenzia uno sviluppo ancora confortante prima degli effetti derivati dall’emergenza sanitaria nazionale e mondiale legata al Covid-19 e prima dei provvedimenti emanati per il distanziamento sociale.

L’export provinciale risultava nel 2019, dunque, ancora in crescita e con un andamento soddisfacente, che ha prolungato la fase espansiva.
La tendenza positiva è in rallentamento se confrontata con gli andamenti medi del 2017 (+11,9%) e del 2018 (+9,9%), ma per la performance della nostra provincia, l’aumento realizzato nell’anno in esame è risultato più o meno in linea con l’andamento della regione Emilia-Romagna (+4%) e più dinamico rispetto a quello medio nazionale (+2,3%).

Nell’anno in esame, con quasi l’1% dell’export italiano, Ravenna occupa il 34° posto nella graduatoria nazionale delle province esportatrici, avanzando di due posizioni rispetto al 2018. La brillante dinamica dell’export ravennate ha fatto inoltre collocare la nostra provincia nel gruppo di quelle che hanno fatto registrare le performance migliori. Nella graduatoria regionale, Ravenna si è posizionata al sesto posto e quasi il 7% è la sua quota sull’esportazione complessiva regionale, che rimane invariata rispetto all’anno precedente.

Anche per il 2019, l’Europa è stato il mercato fondamentale; le esportazioni provinciali rimangono fortemente concentrate verso l’Unione Europea, destinazione che ha rappresentato il 64,2% del totale, con la Germania primo partner commerciale con una quota pari al 12,5%. Nell’area-euro, seguono Francia (8,7%) e Spagna (7%) e, al di fuori dell’euro-zone, il Regno Unito, verso il quale si
indirizza il 5,1% dell’export complessivo provinciale.
Al di fuori dei mercati europei, il Medio Oriente ha assorbito il 10,5% dell’export della provincia di Ravenna, grazie ad importanti commesse nel Qatar.
Nel 2019, sono cresciute le esportazioni provinciali dirette verso il Medio Oriente, verso l’Unione Europea ed anche verso l’America Centro-Meridionale; ma la frenata globale si è fatta sentire in quanto, al contrario, sono diminuite le esportazioni dirette verso le altre principali aree del Resto del Mondo.

Tra le prime dieci destinazioni, i mercati che hanno offerto maggiori opportunità commerciali per la nostra provincia e che quindi hanno evidenziato gli incrementi più rilevanti, in termini relativi, sono stati il Qatar (+286,1%), il Regno Unito (+11,7%), Romania (+30,9%), Austria (+8,2%), Spagna (+3,8%) e Polonia (+3,2%). Sempre tra le prime dieci destinazioni, all’opposto hanno fatto registrare variazioni negative due partner principali commerciali dell’area dell’euro, cioè Francia (-4,8%) e Germania (-4,7%).
In contrazione le vendite negli Stati Uniti (-3,6%), verso i quali è indirizzato il 4,7% dell’export provinciale.

Nella classifica dei principali settori di esportazione delle imprese di Ravenna, nell’anno in esame, i prodotti della metallurgia occupano il primo posto con una quota del 23,9%; seguono i prodotti chimici che rappresentano il 17,7% ed i macchinari (16%). Questi tre settori, costituiscono storicamente la specializzazione della nostra provincia sui mercati esteri, a cui seguono gli apporti importanti delle industrie dell’alimentare (11%) e dei prodotti elettrici (8%). Il rallentamento del mercato mondiale, tuttavia, iniziava a pesare sugli scambi con l’estero della provincia di Ravenna e tra gennaio e dicembre del 2019, l’andamento per settori di esportazione già scontava la decelerazione in alcuni comparti di specializzazione.

Il contributo alla crescita dell’export ravennate nel 2019 è dovuto infatti, in termini di variazione percentuale, principalmente alle esportazioni di prodotti della metallurgia (+36,6%), a cui seguono solo quelle delle apparecchiature elettriche (+10,8%), dei prodotti alimentari (+12,9%) e l’export delle bevande (+6,1%).

A fine 2019, il rallentamento dell’economia mondiale ed in particolare del commercio estero a livello globale, quest’ultimo ulteriormente complicato da tensioni commerciali, dazi, Brexit, ecc., già stava penalizzando in misura più sensibile i Paesi a maggior vocazione export, Germania e Italia in primo luogo, e all’interno della nostra nazione, sono state le regioni ed i territori più attivi sui mercati esteri, i primi a risentirne ed a essere maggiormente esposti alle incertezze ed alle fragilità che caratterizzavano lo scenario internazionale. E ciò è ampiamente evidenziato dal rallentamento della forte tendenza positiva delle vendite all’estero sia della regione Emilia-Romagna che della provincia di Ravenna. Gli equilibri, già precari, ora sono stati stravolti dall’emergenza sanitaria in corso causata dal Coronavirus e dalle conseguenze ed impatti derivanti dal lockdown dell’economia.

E’ disponibile sul sito della Camera di commercio, il report completo con ulteriori dati ed analisi: www.ra.camcom.gov.it