Esattamente un mese fa, il 21 marzo, riportavamo i numeri più alti dell’emergenza Coronavirus nella nostra provincia. Era, quello, il momento della massima offensiva di questo nuovo virus che sta cambiando le nostre vite. Oggi, 21 aprile, i numeri nella nostra provincia e nell’intero territorio regionale hanno tutt’altra dimensione. E ci confermano che quell’attesa discesa è già iniziata. Appena tre i casi nella nostra provincia (il 21 marzo erano 74) per un totale di 937, e “appena” 225 i nuovi contagi in Emilia-Romagna (erano 980 il 23 marzo) che portano il totale a 23.092.

Le ultime 24 ore poi portano il record di guarigioni nel territorio regionale, 435, ma anche un incremento delle vittime (68, 12 in più di ieri), ma un mese fa il 20 marzo si piangevano 109 persone.

I dati del contagio nel ravennate I tre positivi sono due donne e un uomo, hanno avuto stretti contatti con altre persone positive, e solo uno è stato ricoverato. Tre i decessi: a suor Maddalena (di cui abbiamo dato notizia ieri) si sono aggiunti una donna di 70 anni e un uomo di 95 anni. Si sono inoltre verificate ulteriori 6 guarigioni complessive più 24 guarigioni cliniche di pazienti che effettueranno tamponi di negativizzazione. Sono 214 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.
Al di là della situazione odierna e del confronto dell’ultimo mese, anche mettendo a confrontando i dati di ieri (lunedì 20 aprile) con quelli di lunedì 13 aprile, emerge un quadro del tutto incoraggiante: nell’ultima settimana sono guarite definitivamente 153 persone (arrivando ad un totale di 240 guariti definitivamente. Vi sono anche 33 nuovi guariti clinicamente, per un totale di ulteriori 240 soggetti. Dei 395 ammalati a oggi (86 in meno del lunedì precedente) 117 sono ricoverati, 198 sono in isolamento domiciliare e 80 sono del tutto asintomatici ma in isolamento in quanto hanno un tampone positivo.

La geografia ravennate del contagio
426 Ravenna
124 Faenza
65 Lugo
60 Cervia
50 Russi
31 Bagnacavallo
28 Alfonsine
22 Castelbolognese
19 Fusignano
15 Cotignola
11 Massa Lombarda
10 Brisighella
8 Conselice e Riolo Terme
6 Solarolo
3 Sant’Agata sul Santerno
2 Casola Valsenio
49 residenti al di fuori della provincia di Ravenna

I dati del contagio in regione Con 225 nuovi contagi, si è registrato un aumento inferiore all’1% di casi rispetto a ieri, in valori percentuali fra i più bassi mai registrati. In Romagna il totale è salito a quota 4235 (20 in più): ai 937 di Ravenna si aggiungono gli 829 casi di Forlì (8 in più), i 617 di Cesena (3 in più) e i 1.852 di Rimini (6 in più).
E il calo sensibile si accompagna al record delle guarigioni, 435test effettuati hanno raggiunto quota 134.878, 5.348 in più rispetto a ieri. Arrivano a 9019 le persone in isolamento a casa (122 in meno rispetto a ieri) e calano ancora sia i ricoverati nelle terapie intensive – oggi sono 282: uno in meno di ieri – e quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-99). Le persone complessivamente guarite salgono a 6.701 (+435).
Purtroppo, si registrano 68 nuovi decessi (32 uomini e 36 donne) per un totale salito a 3147. In Romagna, oltre ai 3 della nostra provincia, vanno registrati i 6 di Forlì-Cesena e i 4 nella provincia di Rimini.

Test di positività per gli operatori delle Forze dell’ordine “Siamo nelle condizioni, dopo aver effettuato migliaia di tamponi sul territorio, di procedere sempre più velocemente con i test di positività ai rappresentanti delle Forze dell’ordine. A Piacenza abbiamo iniziato la scorsa settimana, a Modena saranno avviati da giovedì e – anche in coordinamento con le priorità definite dalle Prefetture – i test sono in fase di avvio anche sugli altri territori”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, in risposta alle sollecitazioni dei sindacati di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. “Il tema è già stato affrontato dalla Regione – ha proseguito Donini – consapevole della necessità di avviare uno screening sulla popolazione in uniforme, impegnata, assieme agli operatori della sanità, nel contenimento del Covid-19 e in servizio quotidiano sul territorio regionale. Le giuste ragioni che i sindacati pongono, quindi, stanno trovando una risposta proprio in questi giorni”