Il premier Giuseppe Conte

Ancora porte chiuse nelle nostre case fino al 3 maggio, ma si apriranno, da martedì 14 aprile, le porte di diverse attività commerciali e produttive, studi professionali, fabbriche, librerie e negozi di vestiti per bambini: sono queste, in estrema sintesi, le misure contenute nel Dpcm firmato oggi e presentato dal premier in conferenza stampa verso le 19.35 di oggi.

Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio, una decisione difficile ma necessaria – riconosce il premier – di cui mi assumo tutte le responsabilità politiche. L’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela e gradualità ma ripartire: dipenderà dai nostri sforzi. Servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Il premier ha poi elencato le attività che da martedì 14 aprile, dopo le feste pasquali, potranno riaprire: “le cartolibrerie, le librerie, i negozi per neonati e bambini, cartone e articoli di cartoleria. Apriamo con ponderazione anche la silvicultura e le attività forestali. La nostra determinazione è allentare le misure per le attività produttive per fare ripartire quanto prima il motore Italia. Non siamo però ancora nella condizione per poter ripartire a pieno regime”.

Il presidente del Consiglio si è poi lasciato scappare che se “anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza”.

Per quanto riguarda la fase 2, Conte ha ufficializzato la nomina di Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, per guidare la task force di alto livello, con giuristi, economisti ed esperti, incaricata dal governo di studiare le ricette per uscire dalla crisi determinata dall’emergenza Coronaviru, in affiancamento al comitato tecnico scientifico. Colao è “un manager tra i più stimati anche all’estero, e conterà personalità come sociologi e psicologi, residenti in Italia o all’estero” ha sottolineato Conte.

Quanto al citato protocollo per la sicurezza dei luoghi di lavoro, Conte conferma che “è quasi pronto e servirà per la ripresa delle attività produttive. Le aziende devono cominciare a sanificare i luoghi di lavoro adesso, e a prendere le misure necessarie per la prevenzione al momento della riapertura“.