Chi non vorrebbe sentire una carezza che sfiora il viso nel nuovo giorno che è “fatto per noi”, la brezza sottile di un sussurro che ci fa vibrare delicatamente, una parola da custodire e a cui reggersi quando la vita, così difficile da comprendere in questi giorni, scortica un po’ o quando arrivano, perché arrivano anche ora, inaspettati momenti di felicità. “Ho perso le parole, oppure sono loro che perdono me”: Ligabue ci dice che con le parole c’è sempre un dare e un avere, c’è il senso da trovare e la bellezza da ricevere, ancora di più quando la voce ci attraversa, entra in noi come un respiro. 

A volte, frastornati dalle immagini, dai testi che scorrono sui nostri schermi elettronici, perdiamo i suoni e la vita che da sempre li abita. Per questo Echi d’anima è un percorso che vuole arrivare nella carne viva delle nostre giornate, come può arrivare la parola detta per me, detta con la voce, detta con un tempo donato, raccolta dalla saggezza antica e portata nella freschezza di un giorno di maggio. 

Maggio è infatti il tempo in cui questo progetto proverà a camminare nelle nostre vite, il mese di Maria,  donna dell’ascolto

Ogni giorno, a rotazione, nello stile del fare insieme che è proprio dell’Ufficio Cultura, Anastasia di Gerusalemme, Barbara Piani, Beatrice Minotta, Don Rosino Gabbiadini, Elisabetta Marchetti, Francesca Masi e Giovanni Gardini leggeranno un breve testo che in qualche modo ha risuonato nelle loro esperienze. 

Una breve frase, un sospiro di saggezza che viene da mondi lontani e vicini, una piccola registrazione di un’emozione, per dare uno statuto di realtà, fare sentire quel dono meraviglioso che è la voce, porgere appunto una carezza. 

Uno, due minuti al massimo per un buongiorno che è anche un sorriso, per essere comunità che ascolta e che “medita nel suo cuore”, come Maria annunciata che certamente nella sua corsa alla montagna, dove la fatica della salita viene annullata da un ascolto prezioso, ha tenuto nel cuore l’annuncio rivolto a lei, anima del più bel canto che donna potesse fare, la gioia per chi “ha colmato di beni gli affamati”. Ascoltare per nutrire i nostri giorni, i nostri pensieri e i nostri sorrisi, accogliere le parole dette per noi e a nostra volta farne un Magnificat.

Info: Chi volesse essere parte di questo ascolto condiviso del mese di maggio  può mandare un semplice messaggio alla mail pbarbara73@yahoo.it 

Francesca Masi