23–04-2020- ravenna; emergenza coronavirus.; s maria in porto suppica e preghiera madonna greca . padri paolini , arcivescovo ghizzoni

“Regina di pace e perdono”, ti chiediamo di continuare a mostrarci il tuo volto di tenera madre. “Chiediamo la tua protezione sulle nostre famiglie, sulla città e la diocesi, per i malati colpiti da quest’epidemia e su chi si sta prendendo cura di loro. Resta con noi, nella salute e nella malattia: ora e nel momento dell’ingresso nell’eternità”.

Un momento della Supplica

È uno dei passaggi più significativi della Supplica alla Madonna Greca che si è svolta questa mattina alle 12 sul sagrato della Basilica di Santa Maria in Porto da parte dell’Arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni e dei padri paolini. Un momento intenso, che si ripete ogni anno nel giorno della festa liturgica della patrona, ma che evidentemente quest’anno assume un significato particolare di affidamento della città e della Diocesi alla Vergine Greca, nel mezzo di questa pandemia

Il sagrato della Basilica durante la Supplica

Proprio per per questo, il momento di preghiera di questa mattina si è svolto sempre davanti all’immagine della Madonna orante ma non nella cappella che solitamente la ospita ma sul sagrato della Basilica, come segno di protezione alla città e al territorio.

“Sappiamo che sempre e dovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle oscura – ha detto all’inizio della Supplica mons.Ghizzoni – ma sappiamo anche che in certi giorni spargi più abbondantemente i tesori della tua grazia”.

Significativo, poi, il riferimento alla valenza di quest’immagine dal punto di vista del dialogo tra Oriente e Occidente: “Non possiamo dimenticare – ha detto l’Arcivescovo – che la tua icona è un prezioso dono dell’Oriente, accolto dall’Occidente. Dinnanzi al tuo volto sentiamo il ridestarsi dei tempi luminosi in cui la chiesa era indivisa”. E ancora, la preghiera “Fa che tutti viviamo in leale obbedienza alla sede apostolica”. “Insegnaci – ha detto infine l’Arcivescovo Lorenzo – a pregare e metti nel nostro cuore il fuoco della preghiera. Benedici le realtà contemplative della nostra diocesi, i gruppi di preghiera e mostraci a tutti quale regina di pace e perdono”.