FOTO D'ARCHIVIO
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Non verranno sottoposti a ventilazione artificiale invasiva né ricoverati in Rianimazione pazienti con almeno una delle seguenti caratteristiche”. E giù indicando numerose categorie di persone. Tra queste gli anziani con più di 80 anni di età, oppure i pazienti tra 70 e 80 anni con comorbilità rilevanti, o ancora pazienti con patologie oncoematologiche attive, senza tuttavia specificarne la gravità né evidenziando le elevate possibilità di guarigione alla loro patologia.

È un passaggio del documento della direzione sanitaria dell’Asl Romagna denominato “Istruzione operativa per l’individuazione precoce e gestione del paziente con sospetta malattia da nuovo Coronavirus (Covid-19)”, redatto il 7 aprile e protocollato l’8 aprile. Si indicano le linee operative per intervenire sui pazienti Covid-19.
Il documento – Revisione 3 – è stato poi sostituito con un altro testodenominato sempre Revisione 3 e datato 9 aprile, nel quale quel passaggio controverso con le categorie da non sottoporre a ventilazione artificiale invasiva e da non ricoverare in ospedale, non c’è più.

Dal momento in cui è scattata l’emergenza, Asl Romagna ha sempre ribadito la capacità di fronteggiare la pandemia sul territorio, disponendo di mezzi, di uomini e di posti letto necessari.

Istruzioni operative come quelle contenute nel primo documento, non dicono di una sproporzione tra le necessità e le risorse disponibili?
La selezione d’accesso può essere decretata a priori, in maniera deterministica, o non può e non deve lasciare spazio lascia alla valutazione del medico e alla dimensione collegiale ed esperienziale? Se l’era chiesto il consigliere comunale di Cesena Enrico Castagnoli, che ha fatto un comunicato stampa in merito.

E ce lo siamo chiesti anche noi, assieme agli amici del Corriere Cesenate di Cesena e a quelli de “il Ponte” di Rimini. Abbiamo domandato lumi all’Asl Romagna. “Il documento del 7 aprile conteneva una parte errata. – ha ammesso la direzione dell’azienda – Errore emerso proprio passando al vaglio della Direzione Sanitaria che ha dunque provveduto alla correzione immediata. E trattandosi, appunto, di correzione di errore e non di revisione della Procedura, come da nota di accompagnamento della Direzione Sanitaria, la numerazione è rimasta quella precedente”.