La conferenza stampa in Lifsize di stamattina

C’è voglia di ripartire tra i gestori dei Servizi per l’Infanzia del comune di Ravenna: a giugno, luglio, appena possibile. È uno degli aspetti emersi nella prima videoconferenza stampa (nella foto un’immagine della sessione su Lifesize) del Comune di Ravenna per annunciare le misure economiche a sostegno dei servizi e delle famiglie messe in campo dal Comune per l’emergenza Covid-19, approvate dalla giunta oggi. C’è voglia di ripartire proprio grazie agli accordi raggiunti tra Amministrazione e tutti i gestori di servizi: sia convenzionati che non, paritarie o private che siano. 

L’obiettivo era quello dichiarato anche in occasione dell’accordo stipulato con le scuole Fism di cui abbiamo scritto la scorsa settimana (https://risveglioduemila.it/2020/04/accordo-comune-fism-nessuna-famiglia-dovra-pagare-le-rette-per-il-periodo-dellemergenza/) ed è stato raggiunto per tutti i tutti i tipi di servizi per l’infanzia: nessuna famiglia dovrà pagare le rette degli asili nidi e scuole dell’infanzia per il periodo in cui sono rimaste (e saranno) chiuse per l’emergenza sanitaria.

“La scelta del Comune – ha detto il sindaco Michele de Pascale – è quella di far in modo che davanti a questa crisi tutte le famiglie siano uguali, indipendentemente dal tipo di servizio per l’infanzia che hanno scelto. Il Comune interverrà per azzerare le rette e coprire le spese definite in-comprimibili dai gestori”. Ancora “il fatto che tutti i gestori di servizi restino in piedi in questa emergenza è un’esigenza pubblica”.

“Il Comune ha deciso di convogliare risorse anche regionali verso il nostro sistema integrato dei servizi per l’infanzia – gli fa eco l’assessore all’Istruzione Ouidad Bakkali –: si tratta di un provvedimento che nasce dalla collaborazione con tutti i gestori dei servizi”.

L’accordo. Le misure previste dagli accordi sono differenziate per tipologie di servizi e variano da 60/80 euro a bambino per servizi aderenti alla Federazione italiana Scuole Materne e da 140 a 170 euro a bambino per ciascun mese nei nidi privati: il 35% della retta con un tetto massimo corrispondenti ai costi fissi incomprimibili dichiarati dai gestori.

I fondi. L’applicazione delle nuove misure determina un costo mensile stimato pari a 106.069,99 euro, che, nella previsione di non riapertura dei servizi per l’intero anno scolastico, corrisponde a un costo complessivo massimo pari a 424.279 euro, di cui 183.130,44 per nidi convenzionati quale corrispettivo ad integrazione prezzi, € 37.229,52 per i servizi educativi privati come contributo e € 203.920,00 per i servizi educativi scolastici aderenti alla Fism. Tali somme trovano copertura nel bilancio di previsione 2020 destinando le somme che erano previste per le convenzioni ordinarie già in essere , sia impiegando le risorse regionali residue del progetto “Al nido con la Regione” finalizzato all’abbattimento delle rette/tariffe di frequenza ai servizi educativi per la prima infanzia (126mila euro circa) e infine utilizzando i fondi residui derivanti dal Decreto legislativo 65/2017 che finanzia il sistema integrato 0-6.

Le famiglie coinvolte sono 1139 e i servizi 29: 10 servizi educativi privati già convenzionati per posti bimbo, 4 servizi educativi privati, 15 servizi educativi e scolastici Fism.

Le reazioni dei gestori. “Si tratta di un risultato condiviso molto importante – chiosa Alessi di Cna – e anche un riconoscimento alle realtà private che operano in questo settore”. “Il nostro coinvolgimento parla di una realtà effettiva di un sistema davvero integrato.Non credo sia così anche in altri Comuni”, spiega Arianna Marchi della ZeroCento. E anche Saula Donatini, presidente della Fism provinciale auspica che l’accordo, che è stato accolto con soddisfazione e gratitudine da tutti i gestori sia accolto come esempio anche da altri interlocutori. “Ci ha tolto il peso di dover andare a chiedere alle famiglie rette per un servizio che Diu cui non avevano potuto usufruire”. Ravenna infatti è il primo Comune in provincia ad adottare un accordo di questo genere, “ma è certamente condiviso nei principi da altre amministrazioni”, ha spiegato il sindaco de Pascale e c’è interesse anche fuori provincia.

Fase 2. Da più servizi, durante la conferenza, è emersa da disponibilità a ripartire appena possibile, anche in estate: “Se si riapre – ha chiarito il sindaco  – farò in modo che il personale dei servizi sia tutelato come quello sanitario per quel che riguarda la disponibilità, ad esempio,  dei test sierologici”.