Immagine di repertorio
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In pochi mesi hanno reclutato, spesso dai centri di accoglienza, 45 richiedenti asilo, in particolare afgani e pakistani, e li hanno praticamente schiavizzati. Mettendosi d’accordo con alcune aziende agricole della Romagna, infatti, li mandavano a lavorare nei campi, minacciandoli, e facendoli dormire ammassati in casolari di campagna senza acqua calda e con poco cibo. In piu’, con la scusa del vitto e l’alloggio, la paga mensile era ridotta a 50 euro. In compenso, dai datori di lavoro, i caporali incassavano 12-13 euro all’ora per lavoratore (rispetto ai 20 che avrebbero dovuto versare per ogni operaio), guadagnando illecitamente, nel giro di qualche mese, cifre che vanno dagli 80 ai 100.000 euro.

La Polizia di Forli’, pero’, assieme alle squadre mobili di Modena, Treviso e Ravenna, li ha scovati e ora quattro persone di origine pakistana, (M.S. classe 98, C.S. classe 76, I.A. classe 98 e F.A. classe 76) sono in carcere, dopo l’ordinanza emessa dal gip di Forli’ su richiesta del sostituto procuratore. I quattro indagati in concorso, infatti, spiega la Polizia, individuavano i committenti, trovavano i lavoratori e li intimidivano e minacciavano se manifestavano la volonta’ di rivolgersi ai sindacati per far valere i propri diritti. Come accade spesso in questi casi, i caporali, che avevano anche creato due ditte individuali fittizie (l’indirizzo era di luoghi abbandonati), organizzavano il trasporto sui campi e i controlli sui lavoratori. Per la raccolta di frutta e verdura o la potatura di alberi ai richiedenti asilo promettevano una paga di cinque euro all’ora (per legge sono 9,6) ma poi alla fine li pagavano 250 euro al mese e, per di piu’, 200 glieli toglievano per il vitto e l’alloggio.

Gli sfruttati, peraltro, lavoravano mediamente dalle 60 alle 80 ore a settimana, anche se la contrattazione nel settore agricolo ne prevede massimo 44, e durante l’attivita’ non potevano ne’ andare in bagno ne’ fare la ‘pausa pranzo’ in un luogo riparato. Il denaro guadagnato dai caporali, poi, veniva inviato tramite Western Union o Money Gram in Pakistan su conti di persone fittizie. Quanto agli ‘alloggi’ per i lavoratori, erano casolari senza alcun servizio, e i ‘letti’ erano materassi sporchi buttati in terra. Ora gli indagati sono stati fermati e i titolari delle aziende agricole coinvolte di Forli’, Rimini e Ravenna, che da settembre a gennaio hanno impiegato irregolarmente i lavoratori, sono stati denunciati in stato di liberta’.