I volontari delle associazioni coinvolte durante la distribuzione dei dispositivi all'Istituto Comprensivo San Biagio

Sono 119 i tablet e i computer in consegna in comodato d’uso agli studenti delle scuole ravennati per permettere loro di seguire le lezioni a distanza. Si tratta di dispositivi acquistati dalle scuole grazie all’investimento del ministero dell’Istruzione per sostenere l’attività didattica on line.
Le scuole hanno raccolto le richieste delle famiglie e ora, spiega il Comune, è entrata nel vivo la fase di distribuzione. Per evitare di far spostare i genitori nei diversi istituti è stato chiesto supporto al Comune per la consegna a domicilio. L’ufficio Protezione civile del Comune di Ravenna, insieme al Servizio diritto allo studio, ha provveduto a creare un canale di comunicazione con gli istituti comprensivi che richiedevano aiuto nella gestione del servizio.

Sono diverse le associazioni di volontariato che hanno iniziato la distribuzione: Guardia Costiera ausiliaria, Zarlot Cinofilia da soccorso e Rc Mistral. Tutti si recano nelle abitazioni degli studenti con i necessari dispositivi di sicurezza e adottando tutte le attenzioni che il momento richiede. Le consegne sono partite mercoledì scorso coi pc e tablet messi a disposizione dall’Istituto comprensivo del mare (20 consegne), giovedì 16 è toccato a quelli dell’Istituto comprensivo Novello (13 consegne), mentre oggi, lunedì 20, stato consegnato un pc portatile da parte dell’Istituto comprensivo San Pier Damiano. Tra oggi e domani, ultimo giorno di consegna, 85 tablet saranno consegnati ad altrettanti studenti dell’Istituto comprensivo San Biagio.

“Ringrazio i volontari impegnati nella consegna dei computer e dei tablet – commenta il sindaco Michele de Pascale – agli studenti che ne erano sprovvisti. Un’importante azione prevista dal decreto Cura Italia che permetterà di colmare il divario digitale e consentirà a sempre più ragazzi lo svolgimento della didattica a distanza attivata a causa dell’emergenza legata al Coronavirus. L’istruzione, la conoscenza, il sapere devono raggiungere, anche e soprattutto in questa situazione così difficile, tutti. Solo attraverso una scuola diffusa e inclusiva – conclude de Pascale – è possibile far crescere i nostri giovani nella consapevolezza di far parte di una comunità che non esclude nessuno”.