Il dottor Vittorio Sambri
Il dottor Vittorio Sambri

Diminuisce la pressione da Coronavirus. Sul tema tamponi e nuove analisi possibili, abbiamo posto alcune domande al dottor Vittorio Sambri, professore associato di Microbiologia Dimes (Dipartimento di medicina specialistica diagnostica e sperimentale) dell’università di Bologna, e direttore dell’Unità operativa Microbiologia laboratorio unico del centro servizi Ausl della Romagna, con sede a Pievesestina di Cesena. 

Dottor Sambri, parliamo di tamponi. In quante ore sono disponibili i risultati? “Abbiamo al momento tre fasce di tempi d risposta per garantire le differenti priorità cliniche ed epidemiologiche: entro 3 ore, entro 6 ore e fra 6 e 36 ore dall’arrivo in laboratorio”. 

Quanti riuscite a farne al giorno? A quanti si potrebbe arrivare? “Ad oggi la capacità diagnostica dell’Unità operativa Microbiologia della Romagna è di circa 1600 al giorno. Entro fine maggio arriveremo a 2300 al giorno”. 

Quanto vi è aumentato il lavoro? “Moltissimo. Il lavoro routinario extra Covid-19 è stato in fase di ribasso fino al 4 maggio, data della riapertura… Oggi stiamo riprendendo le normali attività… con in più il lavoro per la diagnosi di Covid-19”. 

Quanto personale in più avete dovuto impiegare? “Siamo arrivati ad avere un gruppo di 23 persone impegnate su 24 ore al giorno”. 

Ci sono stati contagi tra il personale? “No e ne siamo orgogliosi. Le misure precauzionali concordate con il personale e il servizio prevenzione aziendale ci hanno consentito di eseguire oltre 40.000 test, con percentuali di positivi molto elevate nel periodo di picco epidemico, senza che nessuno abbia contratto l’infezione da Sars CoV-2. E questo anche grazie alla notevolissima professionalità di tutto il personale del laboratorio, anche indirettamente coinvolto in attività di diagnosi diretta Covid-19”. 

Si parla di un nuovo test salivare da poter fare su larga scala. Siete ormai pronti per eseguirlo? “Al momento se ne parla. Esistono test la cui efficacia è da valutare appieno dal punto rivista analitico e clinico”. 

Siete i primi a sperimentarlo o è già stato provato da altri? “Stiamo al momento iniziando un progetto di ricerca per la determinazione contemporanea di antigene virale e relativi anticorpi (IgA secretorie) nel fluido orale. Siamo fiduciosi che possa rappresentare un passo importante verso una migliore e aumentata possibilità di controllo dell’infezione”. 

Da ultimo, l’attività ordinaria. Quando tornerà normale? Riesce a dare i tempi? “Stiamo già tornado alla normale attività diagnostica in modo graduale. I tempi dipendono da quelli della completa riapertura delle attività ambulatoriali e degli studi”.

Francesco Zanotti