(foto d'archivio)

Virus ormai scomparso nella nostra provincia e ben limitato in regione: anche l’aggiornamento di oggi conferma una tendenza ormai chiara da giorni.

Anche nelle ultime 24 ore nessun caso in provincia, ma un morto, un uomo di 85 anni. Si resta, dunque, a quota 993 nel ravennate (11 nel mese di maggio) e a 446 nel comune di Ravenna (tre soli nuovi contagi nei primi otto giorni di questo mese). Si registrano 13 nuove guarigioni complete e 14 guarigioni cliniche, di persone che dovranno essere sottoposte ai tamponi di negativizzazione. Sono 173, infine, le persone che restano in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

In Emilia-Romagna sono 111, invece, i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (sesto giorno di fila in quota 100), per un totale di 26.598, accertati sulla base di 221.866 tamponi, dei quali 4.827 fatti nell’ultimo giorno. Ma ormai questi casi sono concentrati solo a Piacenza e a Bologna (oggi 69). “E’ significativo – spiega il commissario straordinario all’emergenza in Emilia-Romagna Sergio Venturi – perchè a Piacenza da una decina di giorni si stanno facendo test anche a tutti i contatti stretti dei positivi. A Bologna anche, ma soprattutto c’è ancora un focolaio all’interno dell’ospedale di Budrio”.
Cala il numero dei casi attivi, cioè il numero di malati effettivi281 in meno rispetto a ieri (7.730 contro 8.011 di ieri). Altre 361 guarigioni hanno caratterizzato le ultime 24 ore: il totale è salito a 15.071. Il differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi è di 7.341 (cioè i guariti superano i malati), fra i più alti in Italia.

Scendono a 163 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (10 in meno rispetto a ieri) e se ne registrano altri 46 in meno nei vari reparti Covid della regione. Sono, invece, 5222 le persone in isolamento a casa.

In linea con gli ultimi giorni resta anche il dato dei decessi: 31 secondo l’ultimo rilevamento (13 uomini e 18 donne), per un totale di 3.797.  “Mi sarebbe piaciuto lasciare raccontando una giornata senza vittime”, dice rammaricato Sergio Venturi arrivato al penultimo giorno come commissario, che poi annuncia la partenza anche in Emilia Romagna della sperimentazione sul plasma iperimmune, che però, si affretta a ricordare, “non è una terapia mirata. La sperimentazione servirà a stabilire non le sensazioni o le opinioni dei medici ma se la terapia ha elementi positivi per i malati”. Si valuteranno dunque i progressi di pazienti trattati col plasma iperimmune a confronto con altri pazienti in condizioni analoghe a cui non viene fatta questa terapia. Poi si confronteranno i risultati. Ma anche perchè si tratta di una terapia che si basa sull’impiego di plasma “dobbiamo avere tutte le sicurezze del caso“, avverte ancora Venturi. Perciò “non c’è alcuna volontà di dire ‘serve o non serve’, tutti ci auguriamo che venga trovata una cura definitiva” al nuovo coronavirus. Quindi, “nel momento in cui trovassimo una cura sarà patrimonio di tutti, non ci possiamo pero’ affidare alla sensazione, abbiamo bisogno di prove scientifiche“, sottolinea ancora il commissario.