Una veduta del porto di Ravenna

E’ stato approvato ieri, giovedì 14 maggio, in via definitiva il Protocollo per la sicurezza delle attività portuali, che detta linee guida, coerenti con le molteplici disposizioni progressivamente emanate dalle competenti Autorità, che possono essere calate nelle singole realtà del settore portuale e consentono di armonizzare i livelli di prevenzione e le misure di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori impiegati nelle attività che si svolgono nel porto.

L’approvazione di questo protocollo è arrivata a conclusione di un serrato lavoro finalizzato a tutelare la salute pubblica e continuare a garantire la massima sicurezza dei lavoratori e delle operazioni portuali, così come è stato fatto sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Il Protocollo il risultato dello stimolo di Prefettura, Comune e Provincia ed ha visto l’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna impegnata nel coordinare il contributo fattivo di tutte le Organizzazioni Sindacali del settore, delle rappresentanze delle imprese industriali, dei terminalisti ed operatori portuali, di quelle dell’artigianato e della cooperazione nonché l’indispensabile apporto dell’Ausl e dell’Ufficio di Sanità Marittima.

Ringrazio il Sindaco del Comune di Ravenna, le Organizzazioni Sindacali, i rappresentanti delle Istituzioni e delle Imprese, l’Ausl, l’Ufficio di Sanità Marittima e la Capitaneria di Porto per lo stimolo e l’impegno – ha commentato il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna, Daniele Rossi – che ci hanno consentito di adottare questo Protocollo per la Sicurezza delle attività portuali”.

Al di là dei contenuti di dettaglio (che vanno, per esempio, dagli obblighi di informazione e formazione alle modalità di ingresso e di uscita in azienda dei dipendenti, dalle indicazioni sulle attività di pulizia e sanificazione da attuare alle precauzioni igieniche personali da osservare, dalla gestione degli spazi comuni alla riorganizzazione del lavoro, dal come gestire una persona sintomatica in azienda alla sorveglianza sanitaria da garantire ecc.) è il primo esempio di Protocollo adottato a livello regionale in funzione del contenimento della diffusione del Covid-19 e pertanto si candida legittimamente a best practice di riferimento per altri settori.