Le erbacce che spuntano sull'arcata della camera ardente n. 12

Gianluca Benzoni, capogruppo di Lista per Ravenna nel consiglio di Ravenna Sud, ha presentato istanza al presidente del consiglio di Ravenna Sud, competente territorialmente, affinché accerti dalla dirigenza politica e/o tecnica del Comune di Ravenna come sia possibile far valere i diritti nella gestione ordinaria della camera mortuaria cittadina.
A indurre Benzoni a proporre l’istanza è una serie di eventi accaduti nella giornata di ieri e nei giorni precedenti alla camera mortuaria cittadina.

“Ieri, verso le 16.30, un extracomunitario di media età, apparentemente magrebino, ha sottratto la cassetta delle offerte dalla camera ardente n. 12 – scrive Benzoni – della camera mortuaria di Ravenna, depositata su un tavolino in suffragio della salma ivi custodita dall’azienda Azimut, gestore del servizio per conto del Comune. Datosi alla fuga in bicicletta e inseguito a piedi dal figlio della persona deceduta, ha potuto dileguarsi all’interno dei giardini impresentabili posti nelle vicinanze dell’edificio, in area ospedaliera, occupati da frequentazioni disdicevoli. Era stato notato aggirarsi a lungo,  muovendosi con sicurezza come fosse di casa, negli ambienti della camera mortuaria. In serata, sono arrivate le volanti della polizia senza giungere ad alcun riscontro, salvo verifica in data odierna di quanto registrato dalle telecamere numerose attive all’interno e all’esterno dell’edificio. Oggi, tutti gli ingressi laterali alle camere ardenti sono stati chiusi, lasciando aperto il solo unico accesso centrale“.

Benzoni continua la sua ricostruzione aggiungendo di avere saputo “da un operatore di pompe funebri oggi presente nella camera mortuaria per impegno di lavoro, che la settimana scorsa un furto analogo era stato compiuto, stavolta con destrezza, perché sono state sottratte solo le offerte contenute in una cassetta, dopo averne scardinato la chiusura. Ma che il luogo sia meta frequente di ruberie è ben noto agli operatori delle pompe funebri, nonché all’azienda gestore, tanto che perfino i tavolini delle offerte sono stati incardinati nel muro a fianco. I familiari della persona deceduta, mortificati e sdegnati per le condizioni di insicurezza in cui versa il luogo destinato all’ultimo doloroso saluto dei loro cari, dove ci si raccoglie in meditazione e in preghiera, ce ne hanno mostrato anche l’incuria. La camera n. 12 mostra all’interno pareti con mattoni a vista coperti da una mano biancastra di umidità e sudiciume e ragnatele in angolo sul soffitto. Al suo esterno, l’arcata sull’accesso è perfino occupata da erbacce.

La presa in custodia della salma presso la camera mortuaria costerà alla famiglia in questione, come normalmente a tutti, non meno di circa 500 euro: esattamente 498,88, per la presa in custodia in giorno non festivo e non in orario notturno, la vestizione/preparazione della salma e la refrigerazione (anche solo con coperchio refrigerante) per un giorno intero di permanenza e le parti dei due giorni di entrata e di uscita). Per fortuna è un servizio pubblico gestito in monopolio, con tariffe fissate dal Comune.

Si ritiene che, quanto meno, i clienti (considerati tali) della camera mortuaria abbiano diritto a:

  • un servizio efficiente di custodia e di sicurezza, organizzato allo scopo con presenza fisica (nel caso la famiglia potrebbe anche chiedere i danni materiali e morali, ai sensi del codice civile),
  • ad un luogo preservato dall’incuria e dal degrado. In poche parole, a morire con dignità“, conclude Benzoni.