Anche spazi di fablab nei progetti dedicati ai giovani finanziati dalla Regione Emilia-Romagna

Web radio giovanili, sale prove e organizzazione di festival e rassegne. Ma anche spazi di co-working, fablab, orientamento al lavoro e sostegno all’imprenditoria. La Regione Emilia-Romagna mette sul piatto 1,7 milioni di euro per finanziare 79 progetti dedicati ai giovani, approvati per il 2020 col bando uscito l’anno scorso.

Presentati da Comuni e Unioni, 48 progetti sono destinati al finanziamento di attività come centri di aggregazione giovanile, servizi di informazione e orientamento al lavoro, promozione della creatività e del protagonismo giovanile. Si parla anche di web radio giovanili, con realizzazione di format, inchieste e trasmissioni, organizzazione di festival e rassegne, sviluppo di reti di giovani artisti.

Gli altri 31 progetti invece prevedono investimenti per la ristrutturazione o la creazione di nuovi spazi per coworking, fablab, sale prove, skatepark, Informagiovani e redazioni di web radio. Quasi 200.000 i giovani interessati dalle iniziative che saranno messe in campo su tutto il territorio regionale, con il coinvolgimento di 123 diversi partner. In tutto per il triennio 2019-2021 la Regione ha stanziato quattro milioni di euro.

Per quanto riguarda la distribuzione provinciale, 178.000 euro sono destinati ai 7 progetti per il territorio ravennate.

Si fa “un investimento sulle giovani generazioni, non solo per sostenerle, ma per valorizzarne le tante capacità e il contributo attivo di partecipazione e innovazione – commenta la vicepresidente con delega alle Politiche giovanili, Elly Schlein– è importante che i ragazzi abbiano nuove opportunità di crescita e di accompagnamento verso un lavoro di qualità, ma anche luoghi in cui poter esprimere la propria creatività e il potenziale di innovazione”.
I progetti che la Regione finanzia “guardano proprio a questo obiettivo e sono realizzati in stretto raccordo con i territori che ben conoscono necessità e richieste delle comunità. Un sostegno della Regione per costruire e consolidare le reti sociali di cui i giovani fanno parte, mettendo anche a disposizione spazi comuni, fisici e virtuali, per far crescere insieme e in modo inclusivo le nostre comunità”, conclude Schlein.

Fonte: Dire