Il turismo verde attira sempre più visitatori

A partire da lunedì scorso hanno cominciato a riaprire anche tutti gli agriturismi della provincia nel rispetto delle regole fissate dai protocolli di sicurezza della Regione Emilia-Romagna, concordate con le associazioni agricole, le organizzazioni sindacali e le autorità sanitarie, per le attività ricettive extra alberghiere, per la ristorazione, per i giochi e le attività consentite all’aria aperta, a partire da quelle fondamentali: distanziamento di almeno 1 metro, sanificazione e areazione dei locali, massima attenzione all’igiene, utilizzo di mascherine e altri dispositivi di protezione da parte degli operatori.

È quanto deciso nell’ultimo incontro,tenutosi in videoconferenza, del gruppo provinciale agricoltura, industria agroalimentare e pesca, i cui responsabili sono i sindaci Eleonora Proni, Nicola Pasi e Mssimiliano Pederzoli.
Con gli agrituismi, che hanno seguito i mercati agricoli e tutta la filiera agricola e l’industria agroalimentare, l’intero comparto è praticamente entrato in Fase 2.

E’ molto importante che tutta la filiera agroalimentare fino agli agriturismi possa riprendere pienamente la propria attività, economica ma anche sociale, così strategica – hanno commentato i tre sindaci responsabili del gruppo – per tutto il territorio romagnolo. Nell’ultimo incontro era evidente la soddisfazione per l’intenso lavoro svolto dagli operatori e dai lavoratori di questo settore, nonostante le tante difficoltà che abbiamo vissuto in questi mesi,  e l’apprezzamento di associazioni e organizzazioni sindacali per la collaborazione con Regione, Enti Locali e Ausl, che ha consentito in tempi brevi l’elaborazione di protocolli di sicurezza condivisi, essenziali per la ripartenza e che rappresentano una garanzia per tutti e in primo luogo per i cittadini”.

La riapertura delle attività agrituristiche è particolarmente significativa in quanto “strettamente intrecciata alla ripresa del turismo diffuso in tutto il nostro territorio, un turismo legato alle nostre città d’arte, ai borghi rurali minori – scrivono ancora i tre sindaci – alla nostra splendida collina, forme di turismo idonee per questa fase di graduale ritorno alla vita sociale in cui è forte il bisogno di recuperare un rapporto con la natura, con i nostri paesaggi, con le nostre migliori tradizioni a partire dalla autentica cucina romagnola”.