(foto di repertorio)

Con la ripartenza, è ripresa anche l’attività ordinaria di visite e controlli dei medici di medicina generale. Così come sta riprendendo l’attività specialistica e gli esami di laboratorio non legata al Covid-19. Ma ci sono anche mesi di visite specialistiche arretrati da smaltire, soprattutto per le persone che hanno patologie croniche: è esperienza di molti che, in questi giorni hanno tentato di prenotare esami, di trovare posto dopo settimane, a volte mesi.

Un problema che l’Ordine dei Medici ha rilevato e sta cercando di affrontare con l’Ausl. L’ipotesi, esplicitata in una lettera aperta (di seguito il testo integrale) arrivata oggi è quella di mettere in campo quello che i medici firmatari della lettera definiscono “triage della fragilità”.

“In sostanza, una collaborazione tra medici di specialistica ospedaliera e noi medici di medicina generale – spiega il presidente dell’Ordine Stefano Falcinelli – in base alla quale gli specialisti ci forniscono l’elenco dei pazienti attualmente in attesa di prestazioni, e noi li contattiamo per fare uno screening e capire chi ha ancora bisogno di quelle prestazioni sono due mesi. È chiaro che questa non può essere solo un’azione amministrativa, serve la mediazione di chi cura. E ho impressioni favorevoli sul fatto che questo approccio possa essere condiviso anche con l’Ausl”. In un contesto di risorse sanitarie scarse, non infinite, aggiunge il presidente dell’Ordine, “l’umanizzazione delle cure si fa anche così: prescrivendo accertamenti e dando priorità a chi ne ha davvero bisogno”.

Di seguito la lettera dell’Ordine dei medici chirurghi e odontontoiatri di Ravenna.

I medici ravennati sono pronti per la ripartenza. La sanità ravennate ha reagito al meglio  a questa emergenza sanitaria. Ospedale, medicina generale, continuità assistenziale, medicina di comunità, sanità pubblica e direzioni, con un enorme sforzo hanno esercitato un’azione di contenimento che ha dato ottimi risultati (nella Provincia di Ravenna la percentuale di contagi rispetto alla popolazione è la più bassa della Regione). Ora è il momento di ripartire. Questa seconda fase sarà altrettanto importante per non vanificare quanto ottenuto dal 21 Febbraio ad oggi. 

Siamo pronti per la ripartenza di una assistenza nuova, adattata ai nuovi scenari e alle nuove esigenze correlate all’epidemia. Si dovrà garantire, nell’immediato, un equilibrio fra il rischio di contagio, quindi la sicurezza sia dei pazienti che degli operatori sanitari, e la soddisfazione dei fondamentali bisogni di assistenza dei nostri cittadini. Questo è vero per tutti, ma in particolare per le persone con patologie croniche, il cui flusso assistenziale è stato, se non interrotto, fortemente rallentato in questi mesi. Dobbiamo ricordare come i soggetti ipertesi, cardiopatici, obesi, diabetici, nefropatici, disabili siano i più esposti al rischio di esito sfavorevole in caso di contagio e come questi nostri concittadini debbano essere riportati nei luoghi di cura a fronte di effettivi bisogni, adottando ogni possibile cautela a protezione di un possibile contagio. 

Come ottenere tutto questo? Crediamo che si possa soddisfare al meglio questa condizione organizzando un’attività di “ triage”  della fragilità, una nuova, imprescindibile funzione, cui assegnare la competenza di definire le priorità di cura e le modalità di accesso e presa in carico all’interno dei diversi luoghi di cura. Operazione questa che non può essere certo lasciata alle sole competenze amministrative.

I medici di medicina generale e gli specialisti sono pronti a collaborare per realizzare questo nuovo progetto nell’intento condiviso di garantire la migliore assistenza possibile. Questo consentirà anche di riprendere gradualmente l’attività specialistica ordinaria.

Alla base di questo ambizioso, ma prontamente realizzabile, progetto, dopo settimane di impegno, lavorativo ed emotivo, che tutti ha duramente provato, saranno il dialogo e la condivisione,  senza i quali nessun progetto può esser portato a buon fine. Dialogo fra tutti gli attori della sanità, che  peraltro non si è mai interrotto in queste settimane e che è stato il carburante che ha alimento la straordinaria forza mostrata dalla sanità Ravennate durante questa emergenza.

Paolo Bassi, Alberto Belluati, Andrea Buscaroli, Francesca Dazzani, Paolo Di Bartolo, Marco Domenicali, Stefano Falcinelli, Andrea Lorenzetti, Cinzia Lotta, Maria Teresa Minguzzi, Pasquale Ortasi, Pietro Querzani, Andrea Rubboli, Gennaro Ruberto, Omero Triossi, Sandro Vasina, Federico Zanzi