San Lorenzo, primo diacono e martire raffigurato nel mosaico del Mausoleo di Galla Placidia

Oggi nelle nostre parrocchie si riflette e si prega per la vocazione al Diaconato. Da qualche anno, infatti, a livello diocesano si celebra la Giornata del diaconato permanente. E proprio per questa occasione, l’arcivescovo Lorenzo ha scritto alle comunità parrocchiali, ai sacerdoti e ai fedeli per riflettere sulla Grazia di questo ministero. Di seguito il testo.

Cari parroci, cari fedeli,

la nostra Chiesa di Ravenna Cervia è da tempo in stato di missione e per evangelizzare la sua terra ha bisogno di tante testimonianze sicure e coraggiose da parte dei suoi fedeli. In questi momenti poi di sconcerto della vita personale e sociale e di ripensamento della attività pastorali, causati dalla diffusione della pandemia e dalle misure preventive che abbiamo adottato, ancora di più i cristiani hanno bisogno di un annuncio forte del Vangelo e di persone di riferimento. Noi possiamo contare su diversi ministri: i parroci, i diaconi, i catechisti, gli educatori della pastorale giovanile, i lettori e gli accoliti, i ministri straordinari della comunione. Abbiamo anche tanti altri laici disponibili ai servizi liturgici e caritativi, alla pastorale dei fidanzati e degli sposi, ai tanti servizi quotidiani che fanno vivere le comunità. Ma la situazione che viviamo ci chiederà altri ministeri oppure di vivere questi in modo nuovo, affinché la nostra Chiesa diventi più ministeriale, più missionaria e più aperta ai segni dei tempi, che il Signore ci sta mettendo davanti: una Chiesa più “diaconale” e più aperta alla carità. Il Diaconato dovrà essere uno dei protagonisti di questo cambiamento che chiede discernimento comunitario e spirito di sinodalità, per camminare insieme Vescovo, Preti, Diaconi, Consacrati, Laici, sulle scelte pastorali individuate.

Il Diaconato, come tutti i ministeri, perché sia accettato e valorizzato, ha bisogno di comunità parrocchiali che si rinnovano alla luce del Concilio, dell’immagine di Chiesa che esso ci ha trasmesso: una Chiesa comunione, che cammina unita, serva dell’umanità, povera ma ricca della gioia del Vangelo che vuole annunciare a tutti, attenta ai segni dei tempi e alle situazioni storiche in cui vive. Il Diaconato oggi ancora di più è chiamato a far risplendere la caratteristica di una Chiesa serva di tutti, come lo è stato il Cristo Servo, suo Signore e Maestro (Gv 13,1-20). 

Abbiamo quindi bisogno che la Chiesa di Ravenna-Cervia si impegni a proporre sia ai giovani che a uomini “maturi” umanamente e nella fedele, le vocazioni di particolare consacrazione e il diaconato. I parroci e i collaboratori più stretti devono imparare a “vedere” quegli uomini capaci di servire con gioia e disinteresse, di impegnarsi nella carità con umiltà e amore alla Chiesa, di agire da testimoni coraggiosi nella società, di avere attenzione alla propria famiglia e alla famiglia ecclesiale. E poi “chiamarli”! La vocazione al Diaconato può nascere dal discernimento della comunità delle persone adatte e dalla sua chiamata, lasciando naturalmente la libertà della risposta al possibile candidato e alla sua sposa. 

Il Signore non faccia mancare la grazia del ministero diaconale a nessuna delle nostre comunità. E a noi non manchi l’impegno a suscitare e sostenere questa vocazione indispensabile per la Chiesa. 

Preghiamo in questa domenica il Signore della messe che mandi altri servi fedeli per la sua vigna! 

+Lorenzo, Arcivescovo