Papa Francesco durante la Messa a Santa Marta
Papa Francesco durante la Messa a Santa Marta

Francesco questa mattina, come ha sempre fatto dall’inizio della pandemia, ha presieduto la Messa a Casa Santa Marta nel lunedì della quinta settimana di Pasqua. Nell’introduzione, ha ricordato il 75.mo anniversario del ritrovamento del corpo di San Timoteo nella cripta della Cattedrale di Termoli, durante dei lavori di restauro nel 1945, e ha rivolto il suo pensiero ai disoccupati: Ci uniamo a fedeli di Termoli, nella festa del ritrovamento del corpo di San Timoteo oggi. In questi giorni tanta gente ha perso il lavoro; non sono stati riassunti, lavoravano in nero … Preghiamo per questi fratelli e sorelle nostri che soffrono questa mancanza di lavoro.

Dal sito vaticannews.va pubblichiamo il testo integrale dell’omelia.

Nell’omelia, il Papa ha commentato il Vangelo odierno (Gv 14, 21-26) in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.

“È la promessa dello Spirito Santo – ha detto il Papa – lo Spirito Santo che abita con noi e che il Padre è il Figlio inviano” per “accompagnarci nella vita”. È chiamato Paràclito, cioè Colui che “sostiene, che accompagna per non cadere, che ti mantiene fermo, che è vicino a te per sostenerti. E il Signore ci ha promesso questo sostegno, che è Dio come Lui: è lo Spirito Santo. Cosa fa lo Spirito Santo in noi? Il Signore lo dice: ‘Vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto’. Insegnare e ricordare. Questo è l’ufficio dello Spirito Santo. Ci insegna: ci insegna il mistero della fede, ci insegna a entrare nel mistero, a capire un po’ più il mistero, ci insegna la dottrina di Gesù e ci insegna come sviluppare la nostra fede senza sbagliare, perché la dottrina cresce, ma sempre nella stessa direzione: cresce nella comprensione.

E lo Spirito ci aiuta a crescere nella comprensione della fede, comprenderla di più e andare di più a comprendere questo che dice la fede. La fede non è una cosa statica; la dottrina non è una cosa statica: cresce” sempre, ma cresce “nella stessa direzione. E lo Spirito Santo evita che la dottrina sbagli, evita che rimanga ferma lì, senza crescere in noi. Ci insegnerà le cose che Gesù ci ha insegnato, svilupperà in noi la comprensione di quello che Gesù ci ha insegnato, farà crescere in noi, fino alla maturità, la dottrina del Signore”.

E un’altra cosa che fa lo Spirito Santo, è ricordare: “Ricorderà tutto ciò che vi ho detto”. “Lo Spirito Santo è come la memoria, ci sveglia”, ci mantiene sempre svegli “nelle cose del Signore” e ci fa anche ricordare la nostra vita, quando abbiamo incontrato il Signore o quando lo abbiamo lasciato.

Il Papa ricorda una persona che pregava davanti al Signore così: “Signore, io sono lo stesso che da bambino, da ragazzo, aveva questi sogni. Poi, sono andato per cammini sbagliati. Adesso tu mi hai chiamato”. Questa – ha detto – “è la memoria dello Spirito Santo nella propria vita. Ti porta alla memoria della salvezza, alla memoria di quello che ha insegnato Gesù, ma anche la memoria della propria vita”. Questo – ha proseguito – è un bel modo di pregare il Signore: “Sono lo stesso. Ho camminato tanto, ho sbagliato tanto, ma sono lo stesso e tu mi ami”.  È “la memoria del cammino della vita”.

“E in questa memoria, lo Spirito Santo ci guida; ci guida per discernere, per discernere cosa devo fare adesso, qual è la strada giusta e qual è la sbagliata, anche nelle piccole decisioni. Se noi chiediamo la luce allo Spirito Santo, Lui ci aiuterà a discernere per prendere le giuste decisioni, le piccole di ogni giorno e le più grandi”. Lo Spirito “ci accompagna, ci sostiene nel discernimento”, “ci insegnerà ogni cosa, cioè fa crescere la fede, ci introduce nel mistero, lo Spirito che ci ricorda: ci ricorda la fede, ci ricorda la propria vita e lo Spirito che in questo insegnamento, in questo ricordo, ci insegna a discernere le decisioni che dobbiamo prendere”. E i Vangeli danno un nome allo Spirito Santo, oltre a Paràclito, perché ti sostiene, “un altro nome più bello: è il Dono di Dio. Lo Spirito è il Dono di Dio. Lo Spirito è proprio il Dono: ‘Non vi lascerò soli, vi invierò un Paràclito che vi sosterrà’ e ci aiuterà ad andare avanti, a ricordare, a discernere e a crescere. Il dono di Dio è lo Spirito Santo”.

“Che il Signore – è la preghiera conclusiva di papa Francesco – ci aiuti a custodire questo dono che Lui ci ha dato nel Battesimo e che tutti noi abbiamo dentro”.

Il Papa ha invitato a fare la Comunione spirituale con questa preghiera:

Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.

Papa Francesco ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica. Prima di lasciare la Cappella dedicata allo Spirito Santo, è stata intonata l’antifona mariana “Regina caeli”, cantata nel tempo pasquale:

Regína caeli laetáre, allelúia.
Quia quem merúisti portáre, allelúia.
Resurréxit, sicut dixit, allelúia.
Ora pro nobis Deum, allelúia.

(Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia).

Fonte: Vatican News