Don Valentino Bulgarelli
Don Valentino Bulgarelli

La catechesi dopo il Covid-19: di questo si ragionerà e si discuterà sabato 23 maggio a partire dalle ore 16 nel primo convegno catechistico diocesano su YouTube. L’ufficio Catechistico non ha voluto rinunciare all’annuale appuntamento di riflessione e sperimenterà questa nuova modalità per raggiungere catechisti, animatori e interessati: per partecipare è necessario collegarsi al canale Youtube di Giovani Ravenna (https://www.youtube.com/channel/UCbKdXoarcV1GEFysei6nMQw) o attraverso la pagina Facebook della Pastorale Giovanile (@Giovani Ravenna). Subito dopo l’evento, sarà possibile rivedere il convegno anche sul nostro canale Youtube (https://www.youtube.com/channel/UCdN7mXimMekf52paPuQ4CtA) e su questo sito.

E’ folta la scaletta degli interventi previsti: a partire da un’intervista registrata a don Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio Catechistico nazionale, che sarà introdotto da un video realizzato dall’Ufficio catechistico a partire da alcune immagini diocesane di questo tempo di pandemia e ancora l’intervento dell’arcivescovo Lorenzo e del direttore dell’Ufficio don Andrea Bonazzi.

Ascolto, relazioni, domande da accogliere più che risposte da dare e un linguaggio nuovo da trovare per raggiungere i ragazzi e le loro famiglie (magari a partire da quello che abbiamo sperimentato attraverso i social media in questo periodo di emergenza): sono alcuni degli ingredienti che entreranno a far parte della “catechesi dopo il Covid-19”, che emergono dall’intervista a don Bulgarelli. Un ripensamento, della catechesi a livello locale e nazionale, iniziato da tempo. E, a partire proprio dall’esperienza che abbiamo fatto in questo tempo di pandemia, potrebbe prendere un passo e direzioni nuove.

Ad esempio, “da tanto parliamo della ‘de-scolarizzazione’ del catechismo: forse ora abbiamo qualche elemento in più – ragiona don Bulgarelli – per iniziare a farlo. Oppure ci lamentiamo dell’eccessiva ‘sacramentalizzazione’ dell’iniziazione cristiana? La vita spirituale è anche altro. Credo che con le opportune prudenze, con il coinvolgimento di tutti, questo possa essere un tempo propizio”. Un tempo propizio, anzitutto per l’ascolto: l’Ufficio nazionale ha in programma un’esperienza sinodale di ascolto degli uffici diocesani di analisi e confronto su quello che è successo per evitare il rischio “di ricominciare come se nulla fosse”, spiega Bulgarelli:

“Non sarà possibile. Sta emergendo, tra l’altro la necessità che la catechesi sia uno spazio per riuscire ad accogliere – chiarisce – le domande dell’uomo, della donna, del ragazzo del bambino che in questi tempo si sono generate. Un cantiere aperto”. Infine, è da studiare anche il tema del coinvolgimento delle famiglie: “in questo tempo i genitori hanno dovuto fare insegnanti, catechisti oltre a dover gestire il proprio lavoro e le dinamiche generali. E su questo va fatta una riflessione, perché abbiamo forse voluto portare la Chiesa in casa ma non sempre ci siamo resi conto che la casa ha una sua quotidianità che già può essere occasione d’annuncio”.
Il cantiere è solo avviato.