Edward Hopper,
Edward Hopper, "Cape Code morning"

”La finestra è aperta, ci aiuta a proiettare lo sguardo più in la verso un orizzonte più ampio”. Sta in questa frase, che fa riferimento al dipinto di Edward Hopper Cape Cod morning (nell’immagine qui sopra) una delle chiavi di lettura per capire il Convegno diocesano catechisti per la prima volta sulla piattaforma Youtube (disponibile in versione integrale in fondo all’articolo) nel pomeriggio di sabato 23 maggio. Perché la catechesi si prepara a ripartire proprio con uno sguardo più attento alla realtà, ai bisogni e alle domande dei ragazzi, ma anche degli adulti, che sono emersi nei mesi di forzata reclusione dovuta al Covid-19. Oltre sessanta i partecipanti al Convegno, che partecipato al convegno che ha proposto, tra le altre cose un’intervista a don Valentino Bulgarelli (direttore Ufficio Catechistico nazionale) realizzata da Daniela Verlicchi, direttrice di Risveglio Duemila.

Tanti gli spunti offerti da don Bulgarelli e riferiti al tema del Convegno, “In attesa di un tempo in cui ‘ritrovarsi: la catechesi al tempo del Covid-19”. Questo è un tempo, ha detto don Bulgarelli per riscoprire e mettere al centro le priorità, che sono state evidenziate nel lungo periodo del lockdown: le relazioni personali e comunitarie, la necessità di “mettersi in ascolto per accogliere le domande che in questi mesi sono venute fuori dalle persone, anche le più semplici. L’ascolto sarà fondamentale”. E poi ancora, saper prendersi cura gli uni degli altri. E ripartire dal primo annuncio della fede (kerigma). Ma la fede che annunciamo, ha precisato don Bulgarelli, deve essere “incarnata nel quotidiano, deve dire qualcosa alla mia vita. E saper annunciare anche utilizzando i social, la rete”, che sono stati così importanti in questi mesi.

Le parole di don Bulgarelli sono state riprese e sintetizzate da don Andrea Bonazzi, direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano, che ha poi lasciato spazio a monsignor Lorenzo Ghizzoni. “Dobbiamo partire, nell’annuncio, da una certezza, ha detto l’Arcivescovo: Dio salva ciascuno di noi. Per questo è importante che la catechesi diventi sempre più una forma di testimonianza, che tutti, preti, laici, catechisti sono chiamati a dare”. Una testimonianza concreta, legata alla vita, perché, ha proseguito l’Arcivescovo, “Gesù nel vangelo prospetta come debba essere la vita cristiana, parla di famiglia, di valori. Sono certezze che vanno annunciate anche utilizzando i nuovi strumenti di comunicazione, anche quando si fa catechesi”. Una catechesi che è chiamata a rinnovarsi, ha chiarito l’Arcivescovo, a non concepire più i sacramenti come l’atto finale di un cammino, ma che deve accompagnare i ragazzi anche dopo, quando diventano giovani e poi adulti, certo, con modalità diverse rispetto ai gruppi di catechismo dei bambini. E una catechesi che deve avere al suo centro la Parola di Dio, importantissima.

Tre le direttrici che orienteranno l lavoro dell’Ufficio Catechistico prossimamente: l’ascolto, l’accompagnamento e il prendersi cura, hanno spiegato membri dell’Ufficio catechistico, ed è stato confermato che anche in estate l’attività dell’Ufficio non si fermerà ed è aperto ai contributi, alle idee e alle richieste di tutti, da recapitare direttamente a questa mail: donandreab@libero.it

Il video integrale del convegno dei catechisti