La preparazione dei pacchi viveri

Al centro d’ascolto diocesano di piazza Duomo è finita la pasta. Ma anche legumi e scatolette, servirebbero. “Le donazioni di aziende e cittadini generosi sono tante, ma anche le persone che vengono”, racconta la coordinatrice Daniela Biondi. Non accenna a diminuire il numero di persone che bussano alla Caritas diocesana.

“La media è di 100/110 pacchi viveri per ognuno dei tre giorni della settimana (lunedì, martedì e mercoledì) nei quali attualmente siamo aperti – prosegue –. Ma ogni giorno arrivano una decina di persone nuove”. Si tratta, come abbiamo già avuto modo di dire, nella maggior parte dei casi di italiani, lavoratori stagionali che quest’anno si trovano “a piedi” perché diversi stabilimenti balneari o attività commerciali non riapriranno per l’estate. “Persone che mai avrebbero pensato di venire a chiedere aiuto alla Caritas”, spiega la coordinatrice.

Di contro, la solidarietà che si sta muovendo verso la Caritas e i suoi utenti è davvero straordinaria, prosegue Daniela: “Ogni settimana arrivano due scatoloni di spesa da parte di ravennati”. Tanto che, cibo a parte (soprattutto, appunto, pasta, legumi e scatolette di tonno), la Caritas è alle prese con la ristrettezza degli spazi: “Se qualcuno avesse un magazzino da prestarci..ecco, quello farebbe davvero la differenza”.

La solidarietà, tra l’altro, è contagiosa nei paraggi di piazza Duomo. Mentre alcune Caritas parrocchiali stanno iniziando a riaprire, sono una ventina gli scout che ogni giorno aiutano al centro d’ascolto. “‘Aiutare gli altri, in ogni circostanza’, lo diceva Roberto”, spiega Enrico Manganelli, un capo scout del Ravenna 2, quando gli chiedi perché si è lanciato in quest’avventura, assieme a Luca, Silvia e Paolo, sempre del Ravenna 2.

Ma Roberto chi? Robert Baden Powell, ovviamente: “Come scout facciamo anche protezione civile, quindi siamo arruolati di default”. “Facciamo i pacchi di viveri, e li portiamo a chi non può muoversi e di conseguenza non abbiamo molte occasioni per parlare con le persone – spiega – tranne quando ho incontrato un ragazzo che conoscevo. ‘Eh va così’, mi ha detto…”. Cronache dal tempo del Coronavirus a Ravenna: la povertà si nasconde nelle pieghe della normalità. Ed a volte è difficile di accettare. E da aiutare.