La messa di domenica mattina a San Giuseppe Operaio
La messa di domenica mattina a San Giuseppe Operaio

Tempo di Pasqua nel quale meditare sul mistero della Resurrezione, ma ancora tempo di deserto “sociale” (a causa delle restrizioni dovute al Covid-19) ma con lo sguardo pieno di attesa per un altro tempo, dal 18 maggio, quando finalmente si potrà celebrare la Messa insieme ai fedeli: all’inizio della Messa di domenica 10 maggio, a San Giuseppe Operaio (dove prima dell’emergenza erano state programmate per oggi le Cresime) l’Arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni fotografa la situazione che stiamo vivendo. “Ci stiamo preparando a un tempo diverso – spiega –, un tempo in cui potremo tornare a celebrare la Messa insieme con i fedeli con tante limitazioni che dovremo osservare attentamente per evitare di provocare danni, dato che finora, in questo territorio, siamo riusciti a rendere il virus meno aggressivo”.

Nell’omelia, l’invito di monsignor Ghizzoni è stato quello di guardare Gesù, “via, verità e vita”: “Perché più conosciamo Gesù –spiega –, più siamo in grado di capire e conoscere anche l’uomo, il suo mistero, che non si esaurisce nella dimensione fisica o psichica ma porta con sé un’importante dimensione trascendentale”. Nel Vangelo (di Giovanni) di questa quinta domenica del tempo di Pasqua c’è l’annuncio di un Dio che si fa vicino all’uomo perché anche lui possa essere più vicino a Dio e capace di conoscerlo e quindi di amarlo sempre più: “E’ necessario passare attraverso di Lui, lui è la via per scoprire la verità delle cose e trovare la vera vita – conclude mons.Ghizzoni –. ‘Credete in me’, ce lo chiede esplicitamente Gesù in questo brano del Vangelo. E noi oggi gli chiediamo di concedercelo in questa Eucaristia: gli chiediamo, in particolare, la Grazia di avere fede in Lui come figlio, da fratelli, una fede in Dio che è padre di tutti”.

Al termine della celebrazione, il parroco, don Lorenzo Rossini, ha ringraziato monsignor Ghizzoni per la presenza nel giorno in cui avrebbe dovuto impartire la Cresima a 15 ragazzi della parrocchia. Dall’Arcivescovo, infine, il grazie a chi ha seguito la Messa sul canale YouTube della parrocchia e un’ultima raccomandazione: “Continuiamo a mantenere quest’unità nella preghiera, personale, in famiglia, attraverso i mezzi di comunicazione perché l’acquisizione di questa preghiera personale può essere il vero guadagno che questo tempo così difficile può portare a tutti noi. Per i ragazzi che oggi avrebbero dovuto fare la Cresima chiedo un dono particolare dello Spirito nell’attesa di poter celebrare insieme, anche questo sacramento”.