Monsignor Ghizzoni alla Messa di questa mattina in Duomo
Monsignor Ghizzoni alla Messa in Duomo

Per tutte vocazioni al ministero ordinato, per tutte le altre vocazioni di speciale consacrazione, alla vita religiosa, a quella monastica e a tutte le altre forme di consacrazione (compreso l’Ordo Virginum) ma soprattutto per i giovani “perché sappiano aprirsi alla chiamata, rispondere con generosità e coraggio e impegnarsi in essa e rendano lode a Dio con la loro vita, il servizio e la testimonianza”. E’ la preghiera formulata a braccio dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, stamattina, nella Messa domenicale che ha celebrato in Cattedrale trasmessa in streaming sulla nostra pagina Facebook, nella Giornata mondiale delle Vocazioni. Accanto a lui, il parroco della Cattedrale, don Arienzo Colombo e alcuni laici (oltre ai sagrestani) che hanno accompagnato la liturgia con il canto e le letture.

“In questa Giornata si legge il brano del Vangelo con al centro la figura del Buon Pastore – ha proseguito l’arcivescovo nell’omelia – che, nel capitolo 10 di Giovanni, è descritta con una serie di figure contrapposte”. Il Buon Pastore, ad esempio, non è il ladro e il brigante che viene per rubare, non è l’estraneo che non ha legami con il gregge non è nemmeno il mercenario che le cura per denaro. “E, possiamo aggiungere, c’è una distinzione anche rispetto al pastore normale che custodisce le pecore ma con uno scopo preciso: servirsi di loro”.

“Il buon pastore – osserva mons. Ghizzoni – mette, invece, la sua vita a disposizione delle pecore, è disposto a dare la vita per loro; in caso di pericolo non difende sé stesso ma sa offrirsi per loro. È questo il modello che Dio sta prospettando ai suoi discepoli: ai primi ma anche a quelli che verranno dopo, nei secoli”. E la risposta potrà essere vera e piena solo con lo Spirito Santo: “Gesù ci chiede di dare perché le pecore abbiamo una vita nuova, in lui”. “Il Signore ci doni pastori e i tanti tipi di operai di cui c’è bisogno per la sua messe”, ha concluso l’arcivescovo