Il differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi di 4.541 persone è fra i più alti nel Paese

Il primo giorno di Fase 2, in realtà il momento di passaggio tra la fine del lockdown e l’inizio della fase di ripartenza e riaperture, porta nel nostro territorio e nella nostra regione solo conferme al fatto che il virus sta per essere totalmente debellato. Nella nostra provincia nessun nuovo contagio nelle ultime 24 ore (si resta dunque ai 986 casi in provincia e ai 446 nel comune di Ravenna. C’è, però, un decesso: un 90enne. In regione, invece, 159 casi: nuovo ribasso (vicino ai 147 del 10 marzo) per un totale di 26.175 contagi dall’inizio dell’epidemia. Ma ci sono anche cali nel numero dei casi attivi (-61) e in quello dei decessi: 24, il dato più basso dal 10 marzo a oggi.

Il dato del contagio nel ravennate Prendendo in esame l’ultima settimana (dal 28 aprile a oggi), le statistiche dicono che in provincia di Ravenna ci sono stati 16 contagi (media 2,3 al giorno), nel nostro comune appena 4 (media 0,57), con 135 guarigioni complete (1 nelle ultime 24 ore) e 5 decessi (sono 71 in totale nella nostra provincia dall’inizio della diffusione del virus).

La geografia del contagio nel ravennate
446 Ravenna
127 Faenza
67 Lugo
66 Cervia
60 Russi
32 Bagnacavallo
29 Alfonsine
22 Castelbolognese
21 Fusignano
16 Cotignola
11 Massa Lombarda
10 Brisighella
8 Conselice e Riolo Terme
7 Solarolo
3 Sant’Agata sul Santerno
2 Casola Valsenio
51 residenti al di fuori della provincia di Ravenna

I dati del contagio in regione Discesa in atto anche nel resto dell’Emilia-Romagna, non soltanto nei nuovi contagi (159), che portano il totale, come scritto sopra, a quota 26.175, con altri 3352 tamponi effettuati (il totale è salito a quota 200.427). In Romagna, il totale dei contagi è salito a 4.644 (+32), con i 6 in più a Forlì (910), 17 in più a Cesena (712) e 9 in più a Rimini (2036).
Le nuove guarigioni sono 196 (13.525 in totale), mentre continuano a calare i casi attivie cioè il numero di malati effettivi a oggi-61, passando dai 9.045 registrati ieri ai 8.984 odierni. Per un differenziale fra guariti complessivi e malati effettivi di 4.541, fra i più alti nel Paese.
Calano di molto le persone in isolamento a casa (-55, per un totale di 6.076), e i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid (- 29) mentre crescono di 2 i pazienti ricoverati in terapia intensiva: a oggi sono 199. “Si tratta di due persone ricoverate in ospedale che si sono aggravate”, ha spiegato Sergio Venturi, il commissario per l’emergenza nella sua diretta facebook quotidiana.

Purtroppo, si registrano 24 nuovi decessi (12 uomini e 12 donne), di cui uno nel ravennate, uno nel riminese e uno nel cesenate, e il dato è il più basso dal 10 marzo a oggi. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.666, 71 nel ravennate. Di questi 24, “solo due decessi sono tra i ricoverati in casa protette. E’ un dato molto basso – fa notare il commissario Venturi – fino ai giorni scorsi erano un quarto. Ci auguriamo che sia l’inizio di un cielo più sereno per gli anziani, speriamo di aver spento tutti i focolai”.

Venturi: “Se torniamo indietro andiamo a fondo”Responsabilità e rispetto. Sono le due virtù che ci dovranno consentire di non tornare indietro. Perchè tornare indietro non è possibile, non possiamo ribloccare tutto. O il Paese andrebbe a fondo”. A lanciare l’avvertimento è Sergio Venturi, commissario per l’emergenza coronavirus in Emilia-Romagna, durante la diretta Facebook di questo pomeriggio, riportata dall’agenzia Dire. “Non c’è bisogno di fare del terrorismo – afferma Venturi – basta motivare le persone”. Ora, ammonisce, “l’epidemia è nelle nostre mani. Dobbiamo essere responsabili e fare in modo che le nostre azioni non comportino una ripresa dei casi, che ci metterebbe in ginocchio”. Quindi, insiste il commissario, “abbiamo bisogno della responsabilità di ognuno, adesso che è determinante, per non ricadere in lutti e in conseguenze devastanti di carattere economico per tutti. Dobbiamo fare tutti in modo che questa fase continui”. Avere responsabilità, sottolinea Venturi, significa anche avere “rispetto per il lavoro delle persone che lavorano negli ospedali e nelle case protette, che ci hanno consentito di arrivare alla riapertura di oggi, e per tutti i cittadini che in questi due mesi hanno conseguito la possibilità di riprendere le attività coi loro comportamenti virtuosi”. Del resto, rimarca il commissario, “oggi siamo in una condizione nemmeno paragonabile a quella di marzo e aprile, una situazione largamente migliore“.