“Uniti nella preghiera per invocare nella pandemia l’aiuto e il soccorso della Vergine Maria e per affidare al Signore l’umanità intera”. A conclusione del mese mariano, oggi, sabato 30 maggio, alle 17.30, papa Francesco presiederà la recita del Santo Rosario dalla grotta di Lourdes, nei Giardini Vaticani.

La celebrazione mariana, trasmessa in mondovisione, è promossa dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, sul tema “Assidui e concordi nella preghiera, insieme con Maria (At 1,14)”. Sarà possibile seguirla in diretta su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 157 di Sky e 18 di tivusat). 

Si uniranno alla preghiera i santuari del mondo, con uno speciale coinvolgimento delle famiglie, ricorda un comunicato dello stesso Pontificio Consiglio. “Un momento di preghiera mondiale per quanti intendono unirsi con Papa Francesco alla vigilia della domenica di Pentecoste”. Saranno collegati i maggiori Santuari mariani dei cinque continenti, che, nelle scorse settimane, hanno interrotto le normali attività e i pellegrinaggi: Lourdes, Fatima, Lujan, Milagro, Guadalupe, San Giovanni Rotondo e Pompei. 

Le decine saranno recitate da alcune donne e uomini in rappresentanza di varie categorie di persone particolarmente toccate dal Coronavirus. Ci saranno, informa il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, un medico e un’infermiera, per tutto il personale sanitario impegnato in prima linea negli ospedali; una persona guarita e una che ha perso un familiare; un sacerdote, cappellano ospedaliero, e una suora infermiera, per tutti i sacerdoti e le persone consacrate vicini a quanti sono provati dalla malattia; una farmacista e una giornalista, per tutte le persone che anche nel periodo della pandemia hanno continuato a svolgere il proprio servizio in favore degli altri; un volontario della Protezione civile con la propria famiglia, per quanti si sono adoperati per far fronte a questa emergenza e per tutto il vasto mondo del volontariato; una giovane famiglia, a cui è nato, proprio in questo periodo, un bambino, segno di speranza e della vittoria della vita sulla morte.