Davvero questo tempo di pandemia porta con sé grandi limitazioni ma anche grandi sorprese. Una delle più sorprendenti è la firma in calce alle meditazioni del sussidio diocesano per la recita del Rosario appena uscito dalla Diocesi. Firmato: i giovani della parrocchia di Villanova. Ebbene sì, 10 ventenni hanno commentato tutti i brani del Vangelo che accompagnano i misteri per questo mese di maggio, nel quale anche il Papa ha invitato tutti i fedeli a pregare il Rosario.

La chiesa di Villanova di Ravenna

E come è possibile? “Due misteri a testa e tanta buona volontà”, racconta il parroco don Vincenzo Cetrangolo che è anche direttore dell’Ufficio liturgico (e forse anche in questo sta la chiave di volta di questo piccolo miracolo, cioè nella passione per la Parola che è riuscito a trasmettere ai suoi giovani). “Certo, abbiamo alle spalle 3 anni di lectio settimanale sul Vangelo della domenica – ammette don Vincenzo –e questo ha creato una certa familiarità con la Parola”.

Il gruppo giovani a Villanova nasce anche alimentato da una catena di pellegrinaggi: alla proposta di camminare fino a Santiago, due anni fa, hanno risposto in tanti. Poi, l’anno scorso, sono arrivati fino ad Assisi, “e quest’anno era in programma Loreto: vedremo”.

Certamente, il confronto con la Parola non si è fermato, nemmeno in questo tempo di pandemia: “E’ una sorta di ‘collante’ del gruppo – spiega don Vincenzo –. Tra questi ragazzi c’è poi chi fa la Liturgia delle Ore, chi l’Ufficio delle letture, chi via whatsapp mi chiede il senso di una determinata frase di Sant’Agostino….”. E anche dalle meditazioni emerge, oltre al vissuto dei ventenni in questo tempo di quarantena, una profondità che tenta di leggere l’oggi nelle parole della Bibbia

La riscoperta della Parola non è una novità di questo periodo ma certamente il distanziamento sociale ha aumentato le occasioni per leggerla. “Resta, comunque – spiega don Vincenzo – la domanda, incessante, della Messa. Me la chiedono le famiglie: non tanto il Grest ma la Messa, i bambini, e ovviamente gli anziani”. Il parroco spera di poterli accontentare presto, seppur con tante limitazioni.