È iniziato quasi “in sordina”, la sera dell’ultimo giorno di aprile: un’immagine, un post, il riferimento al Vangelo del giorno successivo. Un servizio, questo vuole essere la proposta di un commento al Vangelo quotidiano della Scuola di Formazione teologica San Pier Crisologo. Come tanti altri uffici e servizi della Diocesi, anche la scuola, in questi mesi di distanziamento sociale, ha dovuto rinunciare alla sua attività ordinaria: corsi e incontri di formazione per laici e operatori pastorali. Ma non ha rinunciato a formare in altro modo, a partire dalla Parola di Dio.

“Diversi miei colleghi della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale che si sono sperimentati in blog o commenti del Vangelo del giorno mi avevano detto che il bisogno è tanto – racconta Simona Scala, direttrice della scuola e specializzanda in Teologia Biblica a Firenze–. E così abbiamo provato anche noi, io e un gruppo di persone che sono nell’équipe della San Pier Crisologo, a offrire qualche spunto per leggere la Parola di Dio ogni giorno sulla nostra pagina Facebook. Avevamo pensato di iniziare il 10 maggio, e di fare questo esperimento con il Vangelo del primo maggio, ma è stato così seguito che non ci siamo fermati”. Oltre 2mila le visualizzazioni, infatti, sul primo post, quello di giovedì 30 e un centinaio le reazioni, tutte di ringraziamento e apprezzamento. “Come mi avevano detto, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, c’è fame di Parola”.

La proposta è semplice: ogni giorno attorno alle 21 o 22 di sera verranno pubblicati i riferimenti al Vangelo del giorno successivo con un commento e un’immagine significativa a cura di uno dei cinque commentatori dell’équipe della scuola: oltre a Simona Scala, il diacono Davide Riminucci, don Federico Emaldi, don Andrea Bonazzi e anche l’arcivescovo Lorenzo.

Quello dei primo maggio, ad esempio, si focalizzava, ovviamente sulla figura di San Giuseppe lavoratore: “I giudei (in sinagoga – ndr) discutono in modo aspro perché non ritengono possibile che stia parlando il figlio di Giuseppe, il falegname!”. Un versetto che fa pensare all’attualità: “Non sembrano un po’ le nostre discussioni quotidiane, sia nei social che fuori, che a volte più che un confronto diventano attacchi contro l’altro? Eppure da Giuseppe, Gesù ha imparato a vivere come uomo, a lavorare, a sorridere per le piccole e grandi gioie quotidiane. Cristo è vero uomo perché ha fatto esperienza di un padre che l’ha preso per mano accompagnandolo a diventare adulto. Ed è anche Figlio di Dio! Anche il Figlio di Dio incontra pregiudizi che non fanno scorgere il dono che è e che sono il solo ostacolo alla potenza salvifica di Dio. Andiamo oltre per scorgere nel quotidiano il passaggio di Dio”. Esattamente quel che cerca di fare questa iniziativa per chiunque vorrà seguirla.