Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella (Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La mafia si è sempre nutrita di complicità e di paura, prosperando nell’ombra. Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel videomessaggio ai giovani delle scuole coinvolti nel progetto “La nave della legalità”, nel 28° anniversario della Strage di Capaci.

“I due attentati di quel 1992 segnarono il punto più alto della sfida della mafia nei confronti dello Stato – ha ricordato il Capo dello Stato – e colpirono magistrati di grande prestigio e professionalità che, con coraggio e con determinazione, le avevano inferto durissimi colpi, svelandone organizzazione, legami, attività illecite”.
I mafiosi, nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società”, ha proseguito Mattarella, sottolineando come “nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste”.

Questo il link che rimanda al videomessaggio del capo dello Stato: https://www.youtube.com/watch?v=DiEkbLwFiXs&feature=emb_title

A.B.
Fonte: Agensir