Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Prendersi cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle “più fragili”. Papa Francesco subito dopo la recita del Regina Coeli dalla Biblioteca Apostolica, ricorda il quinto anniversario della pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ e richiama l’attenzione sul “grido” della Terra e dei poveri.

Grazie all’iniziativa del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, la “Settimana Laudato si’”, che abbiamo appena celebrato, sboccerà in un Anno speciale di anniversario della Laudato si’, un Anno speciale per riflettere sull’Enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno. Invito tutte le persone di buona volontà ad aderire, per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili. 

Quindi una preghiera voluta dallo stesso Pontefice in questa occasione. Sarà “bello” recitarla, ha aggiunto:

Dio amorevole,
Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.
Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori,
affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.
Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili,
specialmente i più poveri e i più vulnerabili.
Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare
le conseguenze di questa pandemia globale.

Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti
alla ricerca del bene comune.
Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti
interconnessi e interdipendenti.

Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere
al grido della terra e al grido dei poveri.

Possono le sofferenze attuali essere i dolori del parto
di un mondo più fraterno e sostenibile.

Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice,
ti preghiamo per Cristo Nostro Signore.
Amen. 

Francesco chiede inoltre passione e impegno in un “tempo difficile”, in cui c’è bisogno di una dedizione particolare per la pace, i poveri, il creato e la cura di ogni malattia “del corpo, del cuore e dell’anima”.

Affidiamo, infine, all’intercessione di Maria Ausiliatrice tutti i discepoli del Signore e tutte le persone di buona volontà che, in questo tempo difficile, in ogni parte del mondo lavorano con passione e impegno per la pace, per il dialogo tra le nazioni, per il servizio ai poveri, per la custodia del creato e per la vittoria dell’umanità su ogni malattia del corpo, del cuore e dell’anima”.

Proprio nella ricorrenza dell’enciclica del Pontefice sulla cura della casa comune, il Papa avrebbe dovuto recarsi oggi ad Acerra per incontrare le popolazioni della Terra dei fuochi, quei territori violati da degrado ambientale e criminalità in Campania e sorvolati in elicottero dal Pontefice nel 2014 in occasione della sua visita a Caserta. L’annuncio era stato dato dalla diocesi locale nel febbraio scorso. Poi la decisione di rimandare la visita, per l’emergenza coronavirus.

Oggi avrei dovuto recarmi ad Acerra, per sostenere la fede di quella popolazione e l’impegno di quanti si adoperano per contrastare il dramma dell’inquinamento nella cosiddetta Terra dei fuochi. La mia visita è stata rimandata; tuttavia, invio al Vescovo, ai sacerdoti, alle famiglie e all’intera Comunità diocesana il mio saluto, la mia benedizione e il mio incoraggiamento, in attesa di incontrarci appena possibile. Ci andrò, sicuro”.

Nel giorno dedicato a Maria Ausiliatrice, Francesco rivolge poi un “affettuoso e cordiale saluto” ai salesiani e alle salesiane: “Ricordo con gratitudine la formazione spirituale che ho ricevuto dai figli di don Bosco”.

Fonte: VaticanNews